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Parte Prima — Alta Italia
Una delle cause principali delle continue lotte fra i Salassi e i Romani era derivata dalle miniere aurifere rinvenute nella valle e che dicevansi produttive in sommo grado. I Salassi stessi le coltivavano prima dell'invasione romana; ma sembra che i Romani se ne impadronissero di buon'ora e le cedessero, con le altre rendite dello Stato, ai pubblicani od appaltatori. I quali però, com'è facile immaginare, avevano contese incessanti coi popoli finitimi, che tagliavano talvolta i condotti delle acque e commettevano tal altra violenze anche più aperte.
Dopo che la valle d'Aosta fu annessa all'Impero romano non ebbe più storia propria. Sotto Augusto fu ascritta alla nona regione italica ; e sotto Costantino, rinnovandosi la divisione dell'impero, passò a far parte di una provincia consolare delle Gallie.
Vuole un'antica tradizione che S. Pietro venisse a spargervi i primi semi del cristianesimo; checché possa esservi di vero, certo è che la nuova religione tardò ancora molto a diffondersi per tutta la valle, sì che vediamo solo nel V secolo (440) esservi mandato un vescovo, chi dice da S. Eusebio, chi da S. Ambrogio.
L'eresia, a quei tempi facile a sorgere, manifestossi pure circa tre secoli dopo nella valle, in persona del vescovo Plocéan, ariano, e diede indirettamente origine all'insigne Collegiata di Sant'Orso d'Aosta; poiché S. Orso, arcidiacono della Cattedrale, separatosi dal suo vescovo allo scopo di mantenere intatta la fede, si ritrasse con alcuni compagni fuori delle mura della città, dove fondò un oratorio che fu principio della Collegiata.
Allo smembrarsi dell'Impero romano, nella prima metà del V secolo, le valli delle Alpi Graie e Perniine, e perciò anche quella di Aosta, furono assorbite dal regno dei Burgundi o Borgognoni. Sigismondo, figlio di Gondeband, quinto e penultimo re del primo regno di Borgogna, assegnò, nel 51G, parecchie terre in valle Augustana all'abbazia di San Maurizio d'Agatino nel Vallese, da lui stesso fondata nell'anno precedente. Poco dopo però la valle passava ai Goti, almeno temporaneamente, negli ultimi anni di Teodorico; certo, erano padroni di quella del San Bernardo nel 522, in cui quel re mandava ordini al prefetto Fausto di vettovagliare i 0000 uomini stanziati alle Clusis Augustensis a difesa contro le invasioni dei Borgognoni che occupavano il Vallese (Cassiodoro).
Abbattuto dalle armi dei Franchi il primo regno di Borgogna, ebbe principio il secondo con re Gontranno, ristauratore della Cattedrale d'Aosta, che ebbe più volte a difendere il regno contro le invasioni dei Longobardi; i quali è certo che penetrarono nella valle d'Aosta e vi ebbero dominio più o meno lungo e contrastato. Nel 583, re Gontranno inflisse loro una grave sconfitta riprendendosi definitivamente la valle d'Aosta. Sotto Clotario II il regno predetto si fuse con quello dei Franchi e la valle fu perciò degli ultimi re Merovingi, dai quali passò ai Carlovingi, ed a questi rimase lino alla loro estinzione, che avvenne nell'888 colla morte di Carlo il Grosso.
Rodolfo, governatore, in nome di quest'ultimo sovrano, dei paesi formanti la Svizzera, il Piemonte, il Bugey e la Franca Contea, si rese allora indipendente e creossi per sè il regno della Borgogna Transjuriana o terzo regno di Borgogna. Necessariamente la valle d'Aosta vi fu compresa e passò anche al figlio e successore Rodolfo li, poi a Corrado, ed infine al quarto ed ultimo, che fu Rodolfo III, morto nel 1032. È certo tuttavia che durante quei 144 anni la dominazione dei re di Borgogna in