Circondario di Aosta
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vini di montagna, mal si adattano all'esportazione, eccettuati quelli di Donnaz, che vanno perciò fra i più rinomati. Altre qualità ricercate sono il moscato bianco di Chambave, la malvasia di Nus, i vini di Montjovet e i vini neri di Torretta e del-l'Inferno. Anche l'apicoltura dà un buon prodotto, ma potrebbe darne maggiore, per l'abbondanza dei prati e dei pascoli ove crescono a profusione i fiori gentili e profumati delle Alpi. A viemeglio favorire l'agricoltura contribuiscono ora il Comizio Agrario circondariale istituito da quasi venticinque anni, e la Scuola pratica d'agricoltura, fondata nel 1884 presso VOspizio di carità in Aosta.
L'unica industria importante del circondario fu già la minerario-rnetallurgica ; ma, per la concorrenza dei ferri stranieri, delle tante officine che trattavano i varii minerali per l'estrazione e la lavorazione dei metalli non sono ora in attività che quelle di Pont-Saint-Martin, come vedremo a suo luogo. Un importante stabilimento metallurgico è quello dei fratelli Selve a Donnàz, per la lavorazione del rame e delle sue leghe. Altro stabilimento affine è quello di A. Vayr-Piova a Pont-Saint-Martin, ove fabbricatisi reti meccaniche in filo di ferro zincato e cribri per muratori. Presso ; Pont-Saint-Martin sorse pure negli ultimi anni una officina pel trattamento elettro-metallurgico dei minerali di rame. Negli altri rami di produzione l'industria è minima in tutto il circondario, poiché appena si possono contare poche concerie a Ghàtillon ed Aosta; segherie idrauliche sparse in varii paesi; officine e botteghe di vario genere in Aosta; qualche fornace da calce e da laterizi; e finalmente quantità di mulini quali s'incontrano in tutte le valli.
Le cosidette piccole industrie alpine, tanto fiorenti e tanto bene sfruttate nella vicina Svizzera, sono ben poca cosa in valle d'Aosta e riduconsi quasi unicamente ad utensili di legno per uso domestico o rurale, rocchetti da merletti e lavori di vimini. Non vanno dimenticate le belle, comode ed igieniche stufe di pietra oliare.
Ferrovia. — La linea ferroviaria che da poco tempo corre da Ivrea fino ad Aosta, ora a destra ed ora a sinistra della Dora, ora a perpendicolo sul fiume ed ora 1 internandosi nelle viscere della montagna, approssimandosi quanto più possibile ai : paesi sparsi qua e là in fondo alla valle e sui declivi dei monti, mentre fu oggetto di lunghi studi per la scelta del tracciato, riuscì poi anche difficilissima nell'esecu-! zione. Gli studi veri incominciarono sullo scorcio del 1879, ma i lavori non presero ,uno sviluppo adeguato che nel 1882. 11 4 luglio del 1886 ne fu fatta la solenne inaugurazione e il giorno seguente ne incominciò l'esercizio. La lunghezza totale della ;linea da Ivrea ad Aosta è di metri 66,186, dei quali 39,812 in rettifilo e 26,374 in I curva con raggio variabile da 400 a 1800 metri. Inoltre, 17,871 metri corrono oriz-j zontalmente, mentre i rimanenti 48,315 vanno ascendendo con pendenza variabile fra 0.45 e 11 per 1000. La spesa totale raggiunse i 22 milioni di lire, vale a dire !333,000 lire per chilometro. Fra le numerose opere d'arte son da ricordare princi-! palmente : la galleria di Ivrea, quella di Bard, quelle della stretta di Montjovet ed ,i ponti sui quali la ferrovia attraversa undici volte la Dora, i quali tutti oltrepassano la lunghezza di 50 metri. Quello di maggior luce (70 m.) è il ponte metallico la sistema tubolare che passa la Dora dirimpetto a Garema. Gli edifizi delle stazioni ,sono tutti di aspetto elegante e più o meno grandiosi secondo l'importanza del traffico. Le stazioni principali hanno un'area molto spaziosa pel movimento dei treni ,e porgono tutte le comodità pel servizio così dei viaggiatori come delle merci.
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