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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   G 178
   Parte Prima — Alta Italia
   nel Piccolo San Bernardo, ove cade maggior quantità d'acqua che nelle altre parti della valle (1).
   Flora. — In grazia delle suddette condizioni climatologiche la flora valdostana è ricchissima e comprende la maggior parte delle specie dell'Europa centrale e settentrionale e non poche di quelle dell'Europa meridionale. Le specie alpine vi sono ampiamente rappresentate e se ne trovano anzi parecchie, non diremo esclusive della valle, ma certamente soltanto di pochissime plaghe alpine ; e sono la Linnaea borealis, VAstragalus alopecuroides, e VAethionema Thomasianum. Il limite della vita vegetale è assai alto in vai d'Aosta. Abbondano parecchie varietà di licheni, di muschi e altre piante a circa 4000 m. dal livello del mare e fin sulle vette, come, ad esempio, sulla Grivola.
   Fauna. — Vivono nella valle tutti gli animali comuni alle altre piemontesi, più lo stambecco, abitante esclusivo, nelle Alpi, del gruppo del Gran Paradiso e scomparso in tutte le altre montagne europee. Lupi, linci, orsi, i soli animali feroci delle Alpi, più non esistono nella valle. I camosci abbondano su tutte le creste vicine ai ghiacciai, e le aquile non sono rare intorno alle alte montagne. In ogni valle abbonda, o abbondava, la selvaggina da caccia, marmotte, lepri, urogalli, pernici delle nevi, ecc. Intorno al gruppo del Gran Paradiso stendesi vasto il dominio delle regie caccie; e una convenzione speciale vieta ogni sorta di caccia su tutto il gruppo del monte Bianco.
   Agricoltura, industria, produzioni. — L'agricoltura fu sempre in fiore in vai
   d'Aosta, anche nell'antichità, e basta a provarlo il fatto che Cesare Ottavio Augusto v'inviò da Roma 3000 pretoriani con le loro famiglie per colonizzare la valle dopo che fu spopolata de' suoi primitivi abitanti. Alla floridezza dell'agricoltura contribuiscono per molta parte i molti canali d'irrigazione antichi e moderni. 11 ramo principale di produzione di tutto il circondario è la pastorizia co' suoi derivati : caci di grossa forma, grivere, fontine, burri, ecc., tutti di sapore squisito. La principale ricchezza della valle è il bestiame. Si calcolano a 55,000 i capi di grosso bestiame, o bestiame bovino, ed a 100,000 gli ovini e caprini. D'estate sono riuniti in grosse Diandre e condotti negli alti pascoli alpini, dove per tre mesi regna vita attiva, rallegrata da belati e muggiti, canti di pastori e stranamente dolce concerto di rustici campanelli degli armenti. Ivi si fanno gli squisiti formaggi detti fontine e grivere, e burro profumato. Il rimanente dell'anno, quei luoghi sono deserti ed inabitabili. La razza bovina valdostana è piccola ed agile, di pelo rosso, buona da latte e da carne, robusta, adatta al clima ed alle fatiche della vita alpina. Anche le selve occupano un'ampia distesa del territorio produttivo e ragguagliansi alla superficie complessiva di circa 40,000 ettari. Le piante da campo più coltivate sono la segala, l'orzo e le patate; in pochissima quantità e solo nella bassa valle, il frumento, il mais e la canapa. I vigneti occupano parimenti un'ampia superfìcie lungo le pendici più soleggiate della valle, e dànno vini speciali ad ogni regione ; ina, come tutti i
   (1) Gli Osservatorii meteorologici sono 7, vale a dire : ad Ivrea (istituito nel 1837), ad Aosta (1840), al Gran San Bernardo (1817), al Piccolo San Bernardo (1870), a Cogne (1865), al colle di Val-dobbia (1871) e a Chàtillon. Corrispondono tutti coll'Osservatorio dì Moncalieri diretto dal P. Denza. Sonvi poi una ventina circa di Stazioni pluviometriche, dirette la maggior parte dai parroci. Veggasi anche l'opera del suddetto P. Denza: Studi sulla climatologia della valle d'Aosta (1877).