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Parte Prima — Alta Italia
dopo un corso di 160 circa chilometri, gittasi, come abbiam visto, in Po tra Chivasso e Grescentino in faccia alle colline del Monferrato. Il nome di Baltea le viene da uno de' suoi maggiori affluenti di sinistra, il Buthier, latinamente Bauthegium, che discende dal lago del Gran San Bernardo. Il bacino idrografico, compresa la Valchiusella, occupa una superfìcie di 4322 chilom. quadr., di cui 3823 appartengono alla regione montuosa. La portata media della Dora, misurata all'idrometro del ponte del Canale Cavour, è di 215 me. al minuto secondo, e la massima fu calcolata di 2000 me.
Confini. — La valle d'Aosta confina a nord con la Svizzera e coll'Alta Savoia (valle dell'Arve); ad ovest con la Savoia (valle dell'Isère); a sud con la valle dell'Orco; ad est col Biellese (valli dell'Elvo e del Cervo) e con l'Alta Valsesia.
Geologia. — La catena di montagne che ricinge la regione aostana è una delle più notevoli fra le catene alpine, come quella che comprende le vette più eccelse delle montagne europee: il monte Bianco (4807 m.), il monte Rosa (4635 m.), il Cervino (4482 m.) e il Gran Paradiso (4061 m.), da noi descritti nei Colossi delle Alpi. Queste montagne formano i suoi limiti naturali, separandola dai paesi limitrofi.
Il chiaro geologo M. Baretti, parlando dell'orografia stratigrafica della valle di Aosta, di cui fece il rilievo geologico, afferma che in essa le montagne si possono considerare come distribuite in tre grandi gruppi, che sono nuclei o centri di tre distinti sollevamenti : quello del Gran Paradiso, quello del monte Bianco e quello del monte Rosa, limitanti rispettivamente la valle a sud, ovest e nord-est. Considerando poi l'intima struttura e la costituzione geologica di quelle tre masse imponenti a cui convergono le altre minori, esse risultano formate essenzialmente di roccie cosidette primitive, vale a dire, di granito, di gneis e di protogino. Però sopra le roccie granitiche sovrappongonsi numerose, importanti ed estese formazioni stratificate di roccie magnesiache, calcaree, micacee, antracitifere, ecc. Una grande modificazione dovè subire questa prima ed originale struttura dei monti della valle a cagione dell'azione disgregante dell'atmosfera, dell'acqua e di altri agenti fisici, fra i quali la potente azione meccanica dei ghiacciai da cui originarono numerose ed importanti formazioni moreniche. Le roccie arrotondate e striate di Pierre-Taillée, quelle tra Anley e Valtournanche, a destra del torrente Marmore, di Montjovet, del monte Carogne, presso Verrès, che si adergono sin oltre 800 m. dal fondo della Dora, quelle di Bard, di Cesnola e dei dintorni d'Ivrea, le morene e i rivestimenti morenici di Courmayeur, Morgex, Sarre, Aymavilles e Chàtillon, porgono testimonianza del passaggio, lungo la valle, di una colossale corrente glaciale lunga circa 100 chilom., larga da 2 a 3 e della spessezza di circa 800 m., corrente che sboccò e si distese nella pianura per oltre 20 chilometri.
Mineralogia. — La valle d'Aosta possiede non poche ricchezze in minerali metalliferi e vanno famose le miniere di rame piritoso che i Salassi e i Romani scavarono nei valloni di Fénis e di Saint-Marcel, nonché quelle di Courmayeur, di Verrayes e di Brusson, da molti secoli esaurite o perdute. Le immense scorie di Fénis, ora coperte da terre e case, furono adoperale qualche anno ad inghiaiare la strada nazionale e si pensa di scavarle a scopo di estrarne il molto rame che ancora contengono. A Torgnon vi era una miniera di rame abbandonata da molto tempo, una di salgemma, oggi perduta, ed una di manganesio. Le cave moderne più importanti di minerali metalliferi sono quelle di rame piritoso a Champ-de-Praz, ad