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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Prima — Alta Italia
   odierno di Lombardore. Furono suoi signori i marchesi di Monferrato, sotto i quali acquistaronsi qualche giurisdizione i principi di Masserano. La casa di Savoia ebbe il pieno dominio di Lombardore nel 1741.
   Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Ivrea — P2 T.
   Rivarossa (1230 ab.). — Sta sulla destra del Malone a chilom. 8.39 da Volpiano. Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena e chiesa di San Rocco. Anticamente consisteva in un sol borgo sul rialto detto il Borgallo; verso la metà del secolo XVI alle falde di detto rialto si formò un altro villaggio detto il Piano. 11 Borgallo era munito di opere fortificatorie e di un castello di cui esiste tuttora una torre.
   Cenni storici. — Ebbe dapprima vari signori feudali, e, nel 1536 e seguenti, fu devastato successivamente dai Francesi, dai Tedeschi e dagli Spagnuoli, e tanto scadde che i feudatari alienarono i loro diritti.
   Uomini illustri. — G. F. Tagliante, poeta latino, autore di poemi diversi stampali nel 1609 a Torino e G. P. Giroldi, protonotario apostolico, che annotò la Storia di Torino del Tesauro.
   Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T. a Lombardore.
   Settimo Torinese (3930 ab.). — Sta sulla sinistra del Po, ad est di Torino e a 7 chilometri da Volpiano. Chiesa parrocchiale di San Pietro in Vinculis restaurata nel 1812; Congregazione di carità. Poco fuori dell'abitato sorge una torre e veg-gonsi gli avanzi di altri fortilizi. Ila un grandioso molino a cilindri, importanti opifizi di tessitura, concierie e un fiorente stabilimento bacologico. La popolazione è specialmente dedita alla agricoltura.
   Cenni storici. — In questo luogo passava la strada romana militare da Torino a Pavia, che fu detta Romea nei bassi tempi. Distava da Torino sette miglia romane e fu perciò denominato Ad Septimum. Fu dei marchesi di Ciriè, e nel 1159 il Barbarossa lo diede ai vescovi di Torino, che nel 1269 l'infeudarono ad un conte Alberto di Biandrate. Venuto in possesso di casa Savoia pel trattato del 27 giugno 1435 col marchese di Monferrato, Settimo fu dato in feudo a un Sicotino di Nores, indi venduto al nobile vercellese Antonio Lignana, ed acquistato più tardi dal duca Muti romano. In seguito fu eretto in contea a favore dei Wilcardel di Beaufort, dai quali passò ai Falletti Langosco di Barolo.
   Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T., Str. f. Torino-Milano e Str. tr. Torino-Settimo.