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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Torino
   1-2.1
   una volta la cappella di San Rocco. Acqua potabile. Ponte in pietra ad un arco solo, detto il Ponte di Forno di Lemie. Antica miniera di rame.
   Cenni storici. — Appartenne un tempo con Viù ai Provana di Leynì. Fu quindi compreso nella viscontea di Baratonia, e passò successivamente sotto la signoria dei Bruchi, dei Cambiani di Ruffia, ecc. Fu luogo di caccia dei principi di Savoia nel punto detto vai Orsera.
   Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P3 T. a Viù.
   Ussegllo (1183 ab.). — In vai di Lanzo con otto villate di nomi diversi, sei delle quali sporgenti nell'amena valle appiè del Lera; due sui dorsi erbosi del vallone che stendesi sino al Rocciamelone; la valle è percorsa dalla Stura che vi nasce. Oltre la frazione di Margone bellissima cascata della Stura detta il Pis di Magadai. Vari laghi nelle montagne del territorio vastissimo e ricco di minerali. Chiesa e casa parrocchiale isolate, e lungo edilizio in forma di parallelogramma detto Fabbrica. Palazzo Cibrario; antichità romane.
   Cenni storici. — Fece parte nel medio evo della signoria del vescovo di Torino che lo diede in enfiteusi al monastero di San Giovanni di Stura e quindi ai visconti di Baratonia, dai quali passò poi ad altri feudatari.
   Uomini illustri. — Nacque in Usseglio l'insigne storico e statista Luigi Cibrario, ministro delle finanze, dell'istruzione pubblica, degli affari esteri, membro dell'Istituto di Francia, ecc. autore di molte opere dotte e rinomate ed insignito di un gran numero d'ordini cavallereschi.
   Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P3 T. a Viù.
   Mandamento di VOLPIANO (comprende 4 Comuni, popol. 11,463? ab.). — Territorio parte in piano e parte in collina, bagnato dalle scarse acque del torrente : Bendola. Suolo assai fertile e ben coltivato. Boschi, pascoli, selvaggina, aria salubre.
   Volpiano (5022 ab.). — Sta a nord e a 18 chilom. da Torino, in terreno semipiano. Era cinto di mura e di fossi con rocca e quattro porte castellane. Alla estremità d'una collinetta attigua all'abitato veggonsi gli avanzi dell'antico castello. Bella ed ampia piazza, alcune vie spaziose ed antica parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo di ordine semi-gotico e a tre arcate. Varie case civili. Congregazione di carità.
   Cenni storici. — Antica è la fondazione di Volpiano il quale fu molto fortificato dai Sabaudi. Nel 1555 il duca d'Aumale sotto il comando in capo del maresciallo i di Brissac, s'impadronì del castello dopo di averlo fatto saltare in parte. Per la , pace di Cherasco (1631) fu ceduto o piuttosto confermato dal duca di Mantova al , duca Vittorio Amedeo I. Venne eretto in marchesato a favore dei Sangiorgio di Castelargento, dai quali passò ai Coardi di Carpeneto. Nella sacrestia della chiesa parrocchiale si trovano ancora molti stemmi scolpiti in legno.
   Uomini illustri. — Volpiano diede parecchi uomini degni di memoria: Stefano Demorra, dotto medico e storico ; Emanuele Umoglio, giureconsulto di grido, autore j di tre trattatelli legali in latino ; Michele Netro, letterato e scienziato, scrittore di varie opere; Pietro Itubbio, letterato e poeta; Giovanni Lumi, professore di filosofia, autore di scritti scientifici, ecc.
   Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P3 T. e Str. tr. Torino-Volpiano.
   Lombardore (1282 ab.). — Giace a nord di Torino a chilom. 5.54 da Volpiano, 1 tra il Malone e il torrente Fisca. Bella chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Agapito I ed altra chiesa di Santa Croce con bella facciata ornata di statue. Opera di beneficenza istituita nel 1829.
   Cenni storici. — Ghiamavasi anticamente Fiscanum dal torrente Fisca, e, caduto , in potere dei Longobardi, prese il nome di Castrum Langobardorum, donde il nome
   i I