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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   G 178
   Parte Prima — Alta Italia
   Druent (2590 ab.). — Giace a nord-ovest di Torino e a chilom. 4.93 da Venaria e in pianura, sulla Ceronda; ha parecchie chiese, fra cui la parrocchiale dell'Assunta del 1296 ricostruita ed abbellita, piccola piazza con tre lunghe contrade, ruderi di antico castello.
   Cenni storici. — L'origine di Druent risale al 1260, ma non fu eretto in comunità clic nella seconda metà del secolo XIV. Fece parte dell'antica viscontea di Bara-tonia ed ebbe a signori gli Aymardi, i Miribelli, i Brozoli, i Provana di Garignano, i Bezzoni di Pianezza.
   Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T. e Str. tr. Torino-Druent.
   San Gillio (799 ab.). — Sta in fertile pianura bagnato dal Casternone, che viene dalla montagna di vai della Torre, a 10 chilometri da Venaria Reale. Notevole la chiesa di Sant'Egidio ; antico castello dei Vignati, con bel giardino, ora in possesso del signor Bussone Egidio. Sopra un'altura, nella borgata Gaussa, avanzi di una
   antica rocca. „ „ , m „, .
   Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T.
   Mandamento di VIU' (comprende 4 Comuni, popolaz. 7781 ab.). — Territorio alpestre bagnato dalla Chiara, che piglia in seguito il nome di Stura. Boschi di faggi, quercie e larici. Pascoli estesi; prodotti principali: castagne, patate e segale. Fonti eccellenti d'acqua potabile ferruginosa.
   Viù (3460 ab.). — Giace in un bello ed ampio bacino, sulla sinistra della Chiara, a nord-ovest di Torino, da cui dista 47 chilometri. La parrocchiale, la più vasta ed elegante nelle tre valli di Lanzo, dedicata a San Martino, fu costruita nel 1782 su bel disegno d'ordine ionico. Il castello fu smantellato dai Francesi nel 1551. Vi si aprono quattro piazze e le strade sono discretamente largite e regolari. Palazzo dei Cuatto in cui alloggiavano i principi di Savoia quando recavansi alla caccia dell'orso. Palazzine eleganti dei signori Torinesi che vi vanno a villeggiare; fra le altre quella del barone Franchetti, che molto si adoperò per abbellire Viù. Casale dei Torneiti con leggiadre donne. Tre Opere pie. Fubbriche di bottoni di legno e lavori al tornio.
   Cenni storici. — Si crede l'occupassero i Romani nell'anno 584 di Roma. Fu già possesso dei vescovi di Torino, che ne investirono i conti di Baratonia. Fu anche feudo dei Provana di Frossasco e dei Verolfì di Boschetto. Quando già era sottentrato il dominio di casa Savoia, esisteva qui l'obbligo di inviare alla Corte il capo di ogni cinghiale e parte di ogni orso preso alla caccia.
   Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T.
   Col San Giovanni (1240 ab.). — Trovasi di contro al varco della Chialmetta all'altezza di 1141 m. dal livello del mare, bagnato dal torrente Ricaglio, che trae origine da un laghetto in cima a monte Caprasio. Aria purissima in amena situazione. Opera pia, caci rinomati, lavori al tornio e bottoni di legno.
   Cenni storici. — Era anticamente il luogo principale della valle di Viù e fu posseduto dalla badia di Sangano, ma la giurisdizione locale appartenne poi ai visconti di Baratonia.
   Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T. a Viù.
   Lemie (1898 ab.). — Giace sulla sinistra della Stura che nel luogo detto Monta forma cascate che ricordano quelle di Tivoli. Antica chiesa parrocchiale con presbiterio, confraternita e locale scolastico costrutto nel 1889 a spese del rev. Girardi D. Guglielmo, parroco locale, sopra una rupe enorme che domina tutto il fondo della valle e donde scorgesi il Rocciamelone. Ai piedi di detta rupe vi è la cappella di San Lorenzo non più officiata da vari anni pel suo stato miserabile; questa fu una volta l'antica chiesa parrocchiale. Il presbiterio della cappella della confraternita fu