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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Torino
   1-2.1
   rinvenuta nell'antico castello rappresentante una figura umana rozzamente scolpita in basso rilievo, coll'iscrizione Cassia Q. T. Posila V. A LXV, il che fa supporre che quel castello fu fondato sin dal tempo dei Romani.
   Cenni storici. — I primi signori del castello di Gamagna erano lombardi. Francesco da Gotignola, al soldo dei Visconti di Milano, se ne impadronì nel 1431, lo saccheggiò e lo distrusse.
   Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — Pa T.
   Forno di Eivara (3594 ab.). — Giace nella valle di Viana sul torrente omonimo a chilom. 3.08 da Rivara. Chiesa parrocchiale dell'Assunta eretta nel 1300 dai Val-perga, signori di Rivara. Congregazione di carità. Cave di pietre da costruzione e da calce, nelle quali furono dissotterrate e trasportate nell'Università di Torino due iscrizioni sepolcrali di due donne della famiglia romana Testulla.
   Cenni storici. — Fu soggetto dapprima ai signori di Ri vara e nel secolo XII lo ebbero i Benuti gentiluomini torinesi. Continuarono in seguito ad averne la signoria i rami dei Valperga di Rivara e dei Valperga di Levone.
   Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T. a Cuorgnè.
   Levone (1226 ab.). — Sul torrente omonimo a nord-ovest di Torino e a chilometri 2.66 da Rivara, alle spalle del colle Sopegna. Chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore, e, fuori dell'abitato, piccolo santuario della Madonna Consolatrice su disegno dell'Ogliani torinese, con stucchi del valente Bollina.
   Cenni storici. — Levone ebbe castello che in un con la terra e i luoghi vicini di Corno e della Rocca, perchè situati sui confini delle due contee di Torino e di Ivrea, furono causa di frequenti contese fra i signori di Savoia e di Monferrato nel i secolo XII, e quindi fra i conti di Biandrate e di Valperga, finché nel 1631 venne, [ col trattato di Cherasco, in potere dei duchi di Savoia.
   Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T. a Rivara.
   Mandamento di RIVAR0L0 CANAVESE (comprende 4 Comuni, popol. 13,181 ab.). — Stendesi per quattro quinti in pianura ed è bagnato principalmente dal torrente i Orco, da cui son derivati vari canali irrigatorii, ma che non di rado lo devasta coi suoi straripamenti. È generalmente fertile, d'uve principalmente.
   Rivarolo Canavese (7268 ab.). — Giace sulla sponda destra dell'Orco e a nord-! ovest di Torino, da cui dista 31 chilometri. Era cinto anticamente di alte mura e i aveva un vasto castello con torre merlata, di cui non rimangono che i ruderi. Due , chiese parrocchiali, una di San Giacomo del 1480, restaurata, notevole per semplicità le pel campanile di mole ragguardevole; l'altra di San Michele molto antica, rifabbricata a più riprese, e da ultimo su disegno del Vittone nel secolo scorso. Bello il teatro municipale dipinto dal Tasca. La maggior parte delle case private sono di 'vago aspetto, alcune eleganti e signorili, come quella della famiglia Recrosio, con i giardino annesso, e stupendo è il palazzo della famiglia Palma. Un lungo viale di jolmi conduce al castello esterno di Malgrà o Malagrà, ora ridotto in parte ad abitazione privata. Congregazione di carità, ospedale, asilo infantile, il primo sorto in Piemonte, gabinetto di lettura, bachicoltura, industrie. Negli scavi praticati ad un chilometro dall'abitato si scoprirono mura antiche, urne cinerarie, ecc. e lapidi con iscrizioni, dalle quali si conobbe che il luogo apparteneva alla tribù Pollia.
   Cenni storici. — Vuoisi che suoi primi abitatori fossero i Lai, conquistati poi dal console romano M. Marcello. Sembra che qui sorgesse uno dei campi stabiliti 'dai Romani per difesa alle falde delle Alpi e agli sbocchi delle valli. Verso il 1000 era posseduto dalla famiglia del re Arduino. Quindi appartenne ai conti del Canavese ie al ramo dei San Martino. Sorta contesa coi signori di Valperga e i marchesi del ¦.Monferrato, ebbe luogo l'intervento dei conti di Savoia che ne restarono padroni, i
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