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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   G 164
   Parte Prima — Alta Italia
   dalla repubblica di Chieri, che obbligò gli abitanti a munirlo di fortificazioni. Verso il 1394 fu occupato da Facino Cane. Passò in seguito in signoria di varie famiglie.
   Uomini illustri. — Vi sortì i natali il dotto chimico Antonio Rezia, morto nel 1778, che fu per due volte preside del Collegio dell'Università di Torino.
   Coli, elett. Torino I — Dioc. Torino — P2 T. a Castelnuovo d'Asti.
   Moriondo Torinese (974 ab.). — Bel paesello che si distende sopra un monte o colle rotondo da cui trasse il nome, a nord-est di Torino, traversato dalla via provinciale detta di Cremerà che lo mette in comunicazione coll'Astigiano. Ricco e fertile in vigne, campi e prati, diviso in quattro industri frazioni o borgate. Antico castello feudale, cinto da bastione con alta e grossa torre quadrata e dongione merlato; chiesa parrocchiale, di recente costruzione, ricca di marmi, scolture e dipinti di classico stile; regio asilo Motta Ignazio, che somministra gratuitamente, oltre la refezione meridiana, istruzione e oggetti scolastici a 100 e più bimbi; grosso getto d'acqua potabile, derivante dalla fontana consortile di Moncucco, che sgorga nel centro dell'abitato a comodo dei terrazzani e dei passeggieri.
   Cenni storici. — In antico gli fu aggregato il castello e luogo di Lovensito dove rimangono ancora, quali segni di nomata antichità, un resto di bastione ed il coro della chiesa comitale. Lovensito era infeudato da prima ai Marchesi di Monferrato poi alla Repubblica d'Asti. Moriondo passava successivamente sotto il dominio dei Rivalba, degli Scoliperi, dei San Giorgio di Lusigliè e dei Fauzoni di Montaldo, tutti valvassori della Repubblica di Chieri.
   Coli, elett. Torino I — Dioc. Torino — P2 T. a Castelnuovo d'Asti.
   Mandamento di RIVARA (comprende 5 Comuni, popol. 8053 ab.). — È cinto a ovest e a nord da fertili colline, e sui suoi confini sorgono monti assai alti, come il monte Pesce e il monte Soglio (1974 m. dal livello dal mare), da cui scendono i torrentelli Viana e Romaro che Io bagnano col Levone.
   Rivara (1875 ab.). — Sta sulla Viana a 34 chilometri a nord-ovest da Torino, ha un'ampia piazza, un castello di non antica costruzione, una parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista, del 1500; cave di pietra calcare e fornaci per cuocerle. Congregazione di carità.
   Cenni storici. — Sul principio del secolo XI era signore di Rivara un Enterico. Passò quindi ai conti del Canavese, e quando questa famiglia si divise nei tre rami di Valperga, di San Martino e di Castellani onte, fu soggetta al ramo principale dei Valperga. Nei primi lustri del secolo XIV il forte castello che dominava il paese fu dato alle fiamme, ma fu poi ricostruito con torre quadrata.
   Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T.
   Busano (1004 ab.). — Sta sul torrente Viana a est di Rivara, da cui dista chilometri 2.46. Piazza quasi nel centro ; chiesa parrocchiale di San Tommaso, fabbrica di mattoni e di tegole.
   Cenni storici. — Nel 1019 vi esisteva un convento di Benedettine fatto fabbricare da Emerico, signore di Barbania, di Rocca di Corio, di Busano e di Rivara, di cui fu badessa la sua figlia Libania. Nel 1206 venne eletta badessa Berta, figlia di Ar-doino li detto il Giovine, conte di Valperga, sorella del beato Ardoino, vescovo di Torino, e di Matteo detto il Magno, padre di S. Bonifacio, vescovo di Aosta. Con la pace di Cherasco del 1631 passò dal dominio dei duchi di Monferrato a quello dei
   duchi di Savoia.
   Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T. a Rivara.
   Camagna Torinese (354 ab.). — Sta in altura con aria finissima presso il torrentello Viana, poco lungi da Rivara. Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo con lapide