Mandamenti e Comuni del Circondario di Torino
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Cenni storici. — Nel 1300 Pralormo apparteneva ai Gorzani signori di Valfenera e Peletta, fu poi dei Rotarii o Roeri, quindi in parte dei Visca di Chieri. Da questi passò successivamente ed in parte ai Croce, ai Raschiojra, ai Della Chiesa di Roddi, ai Petrina, ai Costa di Polonghera, e finalmente ai Beraudi di Nizza e ai Ferrerò Della Marmora. Tutte le dette famiglie sono estinte, eccetto i Beraudi e i Della Marmora.
Uomini illustri. — La famiglia Beraudo diede parecchi insigni personaggi, primo fra i quali il conte Carlo Beraudo di Pralormo, diplomatico, ambasciatore, ministro di finanza e poi dell'interno, uno degli uomini politici più cospicui del Piemonte.
Coli, elett. Torino III (Avigliana) —Dioc. Asti — P2 T. a Poirino.
Mandamento di RIVA DI CHIERI (comprende 5 Comuni, popol. 6570 ab.). — In gran parte in pianura e circondato da colline. L'attraversano i rivi Busso, Aranzone e Borgallo.
Riva di Chieri (2886 ab.). — Sta in vasta pianura a 19 chilometri da Torino, ed era munito anticamente di mura con fortezza e fossi. Chiesa parrocchiale dell'Assunta, ricostruita nel 1770 su disegno del Vittone; magnifico palazzo dei Mazzetti già Badicati di Brozolo con bei dipinti dei Torricelli, e santuario della Madonna della Fontana, riedificato nel 1777 su disegno del Barberis. Ospedale di carità con buona dotazione e fabbricazione attiva d'ogni specie di tele.
Cenni storici. — Ne furono primi signori i conti di Biandrate. Nel 1164 l'imperatore Federico investì di metà il territorio il marchese di Monferrato e i Biandrate cedettero il resto al Comune d'Asti. I terrazzani, malcontenti, si eressero a comune indipendente, alleandosi colla repubblica Chierese. Nel 1316 vi si rifugiarono i Ghibellini espulsi da Asti, e vi si fortificarono; furono assaliti da Ugone, siniscalco del re Roberto, che devastò orrendamente il paese; nel 1355 tornarono ad esserne signori i marchesi eli Monferrato, e verso il 1379 vi stabilì definitivo dominio Casa Savoia.
Uomini illustri. — Riva di Chieri si onora di uomini ben degni di memoria; fra gli altri gli Argusterio e Gian Pietro Melchiorre Astapani, medico di Vittorio Amedeo III, professore onorario di medicina, autore di varie opere pregievoli, fra le altre di un Commentario sugli aforismi principali d'Ippocrate.
Coll. elett. Torino I — Dioc. Torino — P2 T.
Andezeno (1170 ab.). — In piano e in colle a 19 chilometri a est da Torino, con bella parrocchiale di San Giorgio e tre belli e agiati palazzi. Vi sorgeva anticamente una fortezza che fu distrutta nel 1557 da una batteria nemica. Due Opere pie fondate verso la metà del secolo scorso.
Cenni storici. — Ne furono feudatari i marchesi di San Giorgio Canavese, finché gli abitanti si sottrassero al giogo feudale e passarono sotto il comune di Chieri.
Coll. elett. Torino I - Dioc. Torino — P2 T.
Arignano (1016 ab.). — Sorge in collina lambita ai piedi dal Levanetto, a chilometri 9.86 da Riva di Chieri, con cinque vie, due vecchi castelli, una chiesa parrocchiale dedicata alla Vergine e a San Remigio e un magnifico palazzo con quattro torri in altura.
Cenni storici. — Fu già molto forte, e se ne trova menzione in un diploma di Ottone III e di Arrigo I riguardante la chiesa di Vercelli. Ne ebbero il dominio feudale i Garibaldi e in seguito anche il ramo dei Costa Polonghera.
Coll. elett. Torino I — Dioc. Torino — P2 T.
Mombello di Torino (524 ab.). — Sta a nord-est di Torino, separato dal comune di Moriondo dal rivo Mezzano, detto anche delle Rocchetto. Ha case comode, una Congregazione di carità e ruderi di un antico castello.
Cenni storici. — Appartenne ai marchesi di Monferrato e nel secolo XVI dipendeva