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Parte Prima — Alta Italia
alla giurisdizione dei Della Rovere, i quali venderono, nel 1306, i loro diritti al principe d'Acaia. Nel maritaggio del marchese Giovanni 1 (1296) Ciriè fu assegnato, con Lanzo e Caselle, in cauzione dotale alla sposa Margherita di Savoia, al cui casato fu poi confermato pienamente nel 1330 pel matrimonio del conte Aimone con Violante figlia del marchese Teodoro I succeduto al marchese Giovanni. È memorabile la cattura del conte Amedeo VI di Savoia, avvenuta in Ciriè nel 1360 per opera delle bande inglesi assoldate contro il Visconti, che devastavano il Canavese ed alle quali dovè sborsare 180,000 fiorini per riavere la libertà. Verso quel tempo Ciriè fu dato in feudo con titolo di castellania perpetua ai Provana di Leynì, e finalmente, sotto il duca Emanuele Filiberto, fu ceduto, col titolo di marchesato, a Giovanni Gerolamo Doria di antica nobil prosapia genovese, dal quale acquistò il principato d'Oneglia. Dal 1833 la vicina ampia pianura detta Vauda di Ciriè servi di campo d'istruzione ed esercitazioni militari.
Uomini illustri. — Ciriè vanta parecchie antiche famiglie nobili, fra cui i Mar-chisii, i Cavalieri, i Ferreri, i Giacomelli, i Garibaldi originari di Chieri, ecc. Fra i personaggi illustri ricorderemo: Giovanni Ferrerò, che visse nel secolo XVI, uomo di molte lettere; Pietro de' Cariatori, giureconsulto di molta fama presso il Senato di Torino, di cui furono pubblicate le applaudite allegazioni; e Giovanili de' Cariatori, segretario del duca Vittorio Amedeo I e quindi della duchessa Cristina reggente.
Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T. e Str. ferr. Torino-Lanzo.
Grosso (601 ab.). — Giace sulla sinistra del torrente Banna a chilometri 4.93 da Ciriè; ha una piazza fiancheggiata da un gran palazzo, con annesso un bel giardino, fornaci per cuocer mattoni e tegole.
Cenni storici. — Grosso, accresciuto dopo la distruzione di Pie (terra popolosa con forte castello ricordata nelle carte antiche col nome di Castrum Plebis), fu posseduto dapprima dai Marchisii, e quindi dalla nobil famiglia Cavalieri, dai quali passò, verso la metà del secolo XVI, ai Curlet, da questi ai Giacomelli di Ciriè, e finalmente agli Armanni, anch'essi di Ciriè.
Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T.
Noie (2505 ab.). — In varie frazioni e cascinali, sta in vai di Stura a sinistra del Bendola e a chilom. 2.46 da Ciriè. De' suoi edifizi il più cospicuo è la chiesa parrocchiale dedicala a San Vincenzo martire. Vari Santuari nei dintorni, scuole e Congregazione di carità. Commercio di bestiame, fabbricazione di manichi da frusta.
Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T. e Str. ferr. Torino-Lanzo.
San Carlo di Ciriè (1608 ab.). — Noto comunemente sotto il nome di Vauda di Ciriè, da cui dista 6 chilometri; giace in pianura a nord-ovest di Torino, in territorio bagnato dai torrentelli Fisca e Banna e fertile di frumento, segale e grano turco, gelsi, fieno e vino. Belle case, scuole e filande.
Coli, elett. Torino lì (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T.
San Francesco al Campo (2603 ab.). — Già Vauda di San Maurizio, giace in parte in collina, bagnato dal Banna, detto da alcuni anche Bendola, a nord-ovest da Torino e a 6 chilometri da Ciriè. È notevole la chiesa parrocchiale dedicata a San Francesco d'Assisi. Poco lungi è il famoso Campo di San Maurizio destinato alle esercitazioni e manovre militari.
Cenni storici. — Fin verso la metà dello scorso secolo San Francesco al Campo appartenne al Comune di San Maurizio. 11 nome di Vauda che aveva in addietro deriva dal tedesco Wald, che vuol dir selva; e in documenti del 1014 e 1019 della badia di Frultuaria si dà il nome di Vualda e Gualda (Gualdus) alla selva vastissima che stendevasi anche un tratto di là dell'Amatone. Distrutta in gran parte la