Mandamenti e Comuni del Circondario di Torino
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Il ponte-canale sulla Dora, con una lunghezza di 192 metri ed una larghezza fra i muri frontali di ni. 23.50, è sorretto da 9 vòlte di 16 metri di corda ciascuna e da pile alte metri 3.8 dalla risega di fondazione all'imposta delle vòlte. Questa muratura conta l'enorme volume di circa 5400 metri cubici, dei quali 900 in pietra da taglio, impiegati in rivestimenti tutt'all'ingiro delle pile e spalle per una spessezza media di metri 0.50.
Fra le tombe-sifoni la più ragguardevole per proporzioni gigantesche è quella certamente che passa sotto la Sesia, compiuta nel breve spazio di due anni dal giorno che si potè por mano ai lavori. È lunga 264 metri e larga 33, con 5 luci a vòlta elittica. Due cantieri di fornaci stabiliti dall'impresa somministrarono i sette milioni di mattoni impiegati in questa sola tomba-sifone ; le officine di Palazzolo e Casale fornirono la calce idraulica.
A queste costruzioni principali tengono dietro altri 320 manufatti secondari, fra i quali contansi 160 tombe-sifoni e 28 tombe rette ad una o più luci; 60 ponti; 28 ponti-canali tra semplici ed accoppiati, i primi della larghezza di 3 a 6 metri. Sonvi inoltre, per la continuità delle roggie, tre tombe-sifoni più importanti, e, per la frequenza delle strade postali nazionali e ferrate, 7 ponti da 6 a 10 ni. di larghezza; primeggiano fra questi ultimi il ponte per la ferrovia Milano-Torino a tre arcate e quello per la ferrovia Novara-Arona a due arcate.
Oltre questi manufatti di natura semplice e l'importante edilizio di sbocco nel Ticino, altri se ne incontrano lungo il Canale, fra cui 9 scaricatori definitivi (il principale è quello detto di Poasso che mette in Po), tutti lungo la riva destra prima degli attraversamenti dei maggiori corsi d'acqua; 19 caselli da guardia per la sorveglianza del Canale, oltre una casa per il custode all'edilìzio di presa, ecc.
Per maggiori notizie intorno a questa grand'opera che riconferma all' Italia il primato nell'arte idraulica, si consultino gli Atti del Parlamento, e, fra le memorie speciali, l'opuscolo dell' ingegnere Oscar Poli, II Canale Cavour (Milano 1865) e i Manufatti del Canale Cavour nel Politecnico del 1866.
Ed ora torniamo ai Comuni del Mandamento di Chivasso.
Brandizzo (1772 ab.). — Sta sulla strada provinciale, presso la sinistra del Po, fra i torrenti Bendola, Malone e Malonetto. Chiesa parrocchiale dedicata a San Giacomo; Congregazione di carità, ecc. Dalla parte di levante vi si vedeva ancora, or fa circa mezzo secolo, l'antico castello che fu, nei tempi andati, ben munito e di non poca importanza.
Cenni storici. — Sorse Brandizzo dalle rovine dell'antica Mutatio ad decimimi (ab urbe Taurini lapidem) notata nell'Itinerario Gerosolimitano come luogo di mutazione di cavalli. Fu compreso da Carloinagno nella marca d'Ivrea e fu posseduto dai marchesi di Monferrato, dai Dal Pozzo, dai Carelli e dai Nicolis.
Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T. e Str. ferr. Torino-Ivrea.
Castagneto Torinese (1311 ab.). — Sorge sopra una collina che fiancheggia la destra del Po a 5 chilometri da Chivasso, e dividesi nelle due parrocchie di San Pietro e di San Genesio, il quale dà il nome alle rinomate Acque di San Genesio. Sgorgano queste acque sotto le mura di San Genesio nella quantità di 1500 litri ogni 24 ore, e raccolgonsi al dissotto di un piccolo edilìzio in due vasche rotonde dalle quali passano poi in una fossa per mezzo di un condotto sotterraneo. Ne fecero l'analisi il prof. Cantù nel 1825, il prof. Lavini nel 1830, il Borsarelli nel 1841, e furono riconosciute utilissime nell'asma, in molte malattie del canal digerente, nelle ostruzioni del basso ventre, nelle affezioni strumose e scrofolose, specialmente nel gozzo, nelle malattie cutanee, ecc. Molti vi accorrono per berle sul luogo, come anche per trasportarle altrove.