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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Torino
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   ordini terminanti in angolo acuto ed a cui soprastanno una finestra circolare e parecchi ornati. Torre rettangolare, unico avanzo dell'antico grandioso castello in cui dimoravano i marchesi di Monferrato. Scuole primarie, ginnasio, scuola tecnica, convitto civico ; ospedale, società operaia, congregazione di carità; concerie, telai, molini, ecc. Lampredini rinomati, commercio attivo di ogni sorta di cereali, canapa, riso, erbaggi, bestiame, ecc. in mercati frequentatissimi.
   Cenni storici. — Già situato presso la strada romana da Torino a Vercelli, Chivasso è di origine antichissima, come attesta una colonna milliare con iscrizione dell'imperatore Costantino, rinvenuta nei dintorni. Trovasi ricordato, sotto il nome di Clevasium, nell' 81-3 in un diploma di Lotario V a favore dell'abbazia di Frut-tuaria. Sotto gì' imperatori franchi era compreso nella marca d'Ivrea. Dopo varie vicende, verme in potere dei marchesi di Monferrato che ne fecero per qualche tempo la sede della loro corte, dopo di averne ricevuta, nel 1164, l'investitura da Federico I. Seguì le vicende di quel marchesato finché fu ceduto nel 14-35 dal marchese Gian Giacomo al duca Amedeo Vili di Savoia. Nel 1538 fu preso, dopo ostinata resistenza, dai Francesi, che vi commisero ogni sorta di eccessi e lo tennero per 19 anni. Durante la guerra scoppiata in Piemonte per la reggenza di Cristina a nome del duca Carlo Emanuele li, Chivasso fu nuovamente occupato dai Francesi, i quali vi restaurarono le fortificazioni aggiungendone anche di nuove; di che, venuti nel 1641 gli Spagnuoli ad assediarlo, il presidio, aiutato dagli abitanti, potè resistere e sconfiggere il nemico. Nella guerra della successione spagnuola Chivasso fu occupato dapprima per la terza volta dai Francesi, quali alleati del duca Vittorio Amedeo, e quindi assediato nel 1705 dai medesimi divenuti nemici, i quali se ne impadronirono dopo quaranta giorni di assalti reiterati. Anche nel 1800 fu occupato dai Francesi sotto il maresciallo Lannes per ordine di Bonaparte a fine di divertire l'attenzione del generale austriaco Melas, mentre egli, valicando la Sesia e il Ticino, entrava in Milano. Rimasto così Chivasso in potere dei Francesi, costoro ne distrussero, nel 1804, le antiche mura, gli spalti e le fortificazioni per l'addietro assai importanti.
   Uomini illustri. — Oltre parecchie famiglie cospicue, trassero i natali in Chivasso alcuni illustri uomini, fra i quali primeggiano Gio. Francesco Arma, dotto medico che fiorì verso la metà del secolo XVI, lasciando varie opere mediche; Gio. Antonio Fasteri, che acquistò fama di valente giureconsulto verso il 1620, e scrisse alcuni trattati legali e varii opuscoli di letteratura; ed il dott. Aimone, versatissimo nella medicina ed autore di varie memorie, una delle quali fu premiata dalla Società medica di Brusselle nel 1805.
   Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Ivrea — P2 T. e Str. ferr. Torino-Milano-Casale-Ivrea.
   Canale Cavour. — A Chivasso incomincia la derivazione del gran Canale Cavour dal Po, e ragione vuole perciò che se ne faccia qui una succinta descrizione.
   Il progetto del Canale Cavour, una delle opere d'arte fra le più grandiose di simil genere non solamente in Italia ma ili tutta Europa, fu compilato nel 1853 dall' ingegnere Carlo Noè per commissione e sotto gli auspici del conte di Cavour, da cui prese il nome e che era allora ministro delle Finanze. La costruzione del Canale fu affidata, mediante convenzione stipulata dal Governo il 9 agosto 1862, ad una Società anonima inglese che assunse il nome di Compagnia dei Canali d'irrigazione italiani, e che ha il godimento del Canale per 50 anni, passati i quali il Canale si devolverà di pien diritto allo Stato senza alcun compenso alla Compagnia.
   Il capitale della Società per l'eseguimento dei lavori fu fissato in 80 milioni di lire, di cui 53,400,000 vincolati qual capitale invariabile perla costruzione del Canale; 20,300,000 da erogarsi in pagamento allo Stato del prezzo di cessione dei canali demaniali derivati dalla Dora Baltea e Sesia, e il rimanente nell'acquisto dei canali
   58 — La I»alria, voi. I.