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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Torino
   1-2.1
   Amedeo, senatore e quindi presidente del Senato in Torino.
   Cesare, vicario generale della Metropolitana di Torino, promosso nel 1595 alla sede vescovile d'Asti.
   Goffredo, padre del precedente, maresciallo di campo, governatore d'Asti e di Torino, cavaliere dell'Annunziata; era stato in prima governatore di Montnieillau in Savoia, da lui difeso valorosamente per ben tredici mesi contro le truppe di Luigi XIII re di Francia.
   Ascanio, era nel 1598 consigliere di Ranuccio Farnese duca di Parma.
   Antonio, verso la fine del secolo XVI era colonnello di cavalleria al servizio della repubblica di Venezia.
   Bernardino, fu governatore di Villanuova, d'Ivrea, di Chieri e di Savigliano.
   Michele Antonio, fu primo scudiere del principe Maurizio di Savoia.
   Antonio, maresciallo di campo, ebbe il governo di Mondovì.
   Carlo Antonio, generale d'artiglieria, era, nel 1720, governatore di Cuneo.
   Troppo ci dilungheremmo se tutti togliessimo a registrare gli abati, i prelati, i cavalieri gerosolimitani, i diplomatici che uscirono dal nobil casato dei marchesi Benso di Cavour; e, scendendo ai tempi a noi men remoli, aggiungeremo soltanto due parole intorno agli ultimi membri di esso.
   Michele Giuseppe Francesco, padre del marchese Gustavo e del grande Camillo, gentiluomo onorario di Camera del Re, fu per molti anni vicario, sovrintendente generale di politica e polizia di Torino, e si segnalò principalmente nel 1835 per gli energici provvedimenti per tener lontano dalla capitale il colera asiatico che menò tanta strage a Cuneo.
   Camillo Benso conte di Cavour, nato dal precedente e da Adelaide Susanna Sellon ginevrina, il 10 agosto 1810 in Torino, morto il 6 giugno 1861 nella medesima città. Di lui, come del Macchiavello, ben si può dire: Tanto nomini nullum par elogium.
   Gustavo, suo fratello primogenito, filosofo e deputato conservatore, scrittore di economia politica e di statistica, ebbe duo tìgli e una figlia. Il primogenito entrò giovanissimo nella carriera militare e morì combattendo valorosamente a Goito nel 1848. Il secondogenito, Einardo (nato nel 1833, morto, dopo una lunga malattia nel 1875), legò il largo avere al suo parente conte Roussy de Sales, trattone i lascili pii. La figliuola del marchese Gustavo, gentildonna eultissima, moglie del senatore Carlo Alfieri di Sostegno, morì anch'essa non ha gran tempo e con essa si estinse la nobil prosapia dei Benso di Cavour, il cui membro più illustre dorme del sonno eterno nel castello di Santena.
   Coli, elett. Torino I — Dioc. Torino — P2 T.
   Mandamento di CHIVASSO (comprende 5 Comuni, popol. 21,541 ab.).
   Chivasso (9623 ab.). — È situato sulla sinistra del Po sotto il punto ove riceve i torrenti Orco e Malone e rimpetto al colle di Castagneto. È diviso in due parti situate ambedue sulla grande strada da Torino a Novara e comunicanti fra di loro per mezzo di un bel viale con tre filari d'olmi. La prima parte forma quasi un sobborgo; l'altra, la principale, ha molti fabbricati di bell'aspetto e presenta la forma di un parallelogrammo: è rivolta a mezzodì e intersecata da due vie parallele eli cui una attraversata da parecchie altre minori in direzione da nord a sud. Merita menzione il Duomo (fig. 71), intitolato a M. V. Assunta e a San Pietro. È opera del secolo XV (anno 1425), di architettura semi-gotica, fiancheggiato da un bel campanile. E notevole sopratutto per la facciata ricca di ornati di cotto, che mostrano negli intrecci de' fregi combinate figure (di grandezza due volte il vero), rappresentanti monaci e monache di varii ordini religiosi (dei secoli XIII e XIV) disposte in due