G 140
Parte Prima — Alta Italia
con parrocchia propria e castello (fig. 70), e va rinomato pel sepolcro venerato del sommo Camillo Benso di Cavour.
Cenni storici e Uomini illustri. — I vescovi di Torino investirono di questo luogo varie nobili famiglie di Chieri, fra cui i Bensì, i quali derivarono il loro nome da una gentildonna denominata Bentia, che visse nella prima metà del secolo XII. Oltre il feudo di Santena, acquistato in parte nel 1191, i Bensi ne possedevano altri molti, e sotto Carlo Emanuele III ebbero il borgo cospicuo di Cavour, con titolo di marchesato nella persona di Michele Antonio, luogotenente generale e cavaliere della SS. Annunziata nel 1771. Furono divisi in due rami, insigni ambedue per aver dato allo Stato e alla Chiesa personaggi ragguardevolissimi, dei quali, come antenati del grande Statista, diamo qui l'elenco.
Nel palazzo Cavour in Torino si vede il ritratto di un Oberto Benso, figliuolo della predetta gentildonna Bentia, il quale, secondo l'epigrafe scritta sotto, era oriundo di Sassonia e, nel 1150, possedeva già la viscontea di Baldisetto e le signorie di Ponticelli e Santena. Vennero in seguito:
Ardiccio, il quale fu inviato, nel 1309, dalla repubblica di Chieri ambasciatore all'imperatore Arrigo VII.
Manfredo, che nel 1350 era capo della parte imperiale in Chieri.