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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   G 132
   Parte Prima — Alta Italia
   ristabilirono la repubblica. Con diploma dell'anno 1239 Federico II le concedette la facoltà di coniare monete colla sua effigie. Il Comune da principio fu retto ora da quattro, ora da sei consoli con un podeslà, ai quali era aggiunto un Consiglio stabile di 120 cittadini per un terzo nobili e pel rimandile popolani, deliberante nei più importanti affari; più tardi si aggiunse un allro Consiglio minore per provvedere ai bisogni ordinari. Questi Consigli duravano nella loro carica un anno, il podestà ebbe pure il titolo di Vicario o di Capitano dopo il 1238, e quello di Governatore nei tempi posteriori. Fondarono pure i Cluercsi la Società della di San Giorgio per favorire il governo popolare e impedire la preponderanza delle famiglie nobili che vi ambivano il potere; sali la repubblica ad una certa potenza ed estese la sua giurisdizione sopra più di trenta terre o castelli. Con tutto ciò non poteva aver sicurezza e pace e nel 1317 il marchese di Monferrato ne corse e guastò tutto il territorio; essa sarebbe caduta se non fossero accorsi in suo aiuto il principe Giacomo d'Acaia e il conte Amedeo VI di Savoia ai quali i Chieresi riconoscenti si sottomisero il 19 maggio del medesimo anno, conservando alcuni dei loro privilegi. Dal 1394 al 1411 Chieri fu travagliata da una guerra disastrosa contro il celebre Facino Cane al soldo del marchese di Monferrato e in seguito da discordie intestine. Nel 1494 e nell'anno seguente accolse nelle sue mura Carlo Vili di Francia quando mosse e tornò dall'impresa di Napoli. Occupala poi alternamente dai Francesi e dagli Imperiali, tornò da ultimo sotto il dominio dei duchi di Savoia, e, nel 1785, fu eretta in principato a favore del duca d'Aosta, Vittorio Emanuele, il quale prese così anche il titolo di principe di Chieri, Poirino, Riva e Danna. Le sue fortificazioni furono atterrate sul principio del secolo nostro.
   Famiglie e Uomini i1lustri. — Fra le famiglie celebri che trassero inalali in Chieri e molte delle quali trapiantaronsi in Torino, voglionsi qui ricordare quelle dei Balbo e dei Bertone, da cui ebbero origine i duchi di Crillon e Pari di Francia, e i duchi di Maone e Grandi di Spagna; quella dei Benso, da cui discese quell'onor del Piemonte c d'Italia che fu il conte Camillo Benso di Cavour; quella dei Simeoni; quella dei Gribaldi, in cui s'illustrò Matteo Gribaldi Moffa, dotto giureconsulto e poeta del secolo XVI, autore di varie opere; la famiglia Broglia, in cui si rese famoso Cecchino Broglia, signore di Assisi e di Perugia, uno dei primi rislauratori della milizia italiana nel secolo XIV, e da cui trasse origine la preclarissima stirpe dei ciuchi di Broglio francesi che diede tanti insigni personaggi ; le famiglie dei Balbiano e dei Tana; quella dei Bobbio, a cui appartiene un Benvenuto autore di varie e pregiate opere letterarie sul cadere del secolo scorso. Nacquero anche in Chieri Antonio Magliano, dotto medico, autore di un trattato intorno alla peste e al veleno, e G. B. Gioachino Montò, professore di retlorica e lingua greca nell'università di Torino ed autore di varie opere letterarie. A dimostrare l'importanza di codesto Comune basti il dire che l'eruditissimo Cibrario scrisse Belle Storie di Chieri (Torino, 1855, 3a edizione) in cui contengonsi anche gli Statuti, capitoli ed ordinamenti del comune di Chieri del 1311; gli Statuti sopra Vospizio della Società di San Giorgio del popolo di Chieri dell'anno 1321, e i Capitoli, statuti e privilegi riguardanti allo stabilimento di un pubblico banco d'imprestito in Chieri.
   Coli, elett. Torino I — Dioc. Torino — P1 T. — Str. ferr. Torino-Chieri.
   Baldissero Torinese (194G ab.). — In collina, fra Superga e Andezeno, a maestro di Chieri. La parrocchia ricostruita sopra un bel disegno moderno è dedicata a Santa Maria della Spina, e quella della villata dipendente di Rivodora, a San Francesco di Sales. Cave di calce e pietrisco. Ebbe antichi signori, alcuni dei quali furono nel 1235 ricevuli ciltadini dal Comune di Chieri.
   Coli, elett. Torino I — Dioc. Torino — P2 T.