Mandamenti e Comuni del Circondario di Torino
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miniera abbandonata di minerale di ferro; però l'opinione piìi probabile è ch'essa sia opera della natura. Ne trattò a lungo il conte L. Franceselti di Mezzenile nella seconda delle sue Lcttres sur les vallées de Lanzo.
Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T. a Pessinetto.
Mondrone (187 ab.). — Sulla Stura settentrionale in valle d'Ala, la più angusta e selvaggia delle tre vallato costituenti vai di Lanzo. La Stura forma quivi due stupende cascate : la prima detta dagli abitanti la Gorgia di Mondrone, cadendo perpendicolarmente in un bacino scavato nella roccia; l'altra, rovinando da questo bacino in un abisso profondo formato da due rupi enormi tagliato a picco. Ferro e amianto. Sulla sponda destra della Stura alquanto sopra la prima cascala è una sorgente detta la Fontana del Pianardo, assai rinomata in tutta la valle per la freschezza e salubrità delle sue acque.
Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T. a Ceres.
Pessinetto (460 ab.). — In valle di Lanzo, a sinistra della Stura, a 588 metri sul livello del mare; è diviso in due frazioni o borgate di cui la principale addimandasi Cima-la-Villa e l'altra di Pugnet va rinomata per la suddetta Grotta o Borna di Pugnet. Fabbriche di chiodi e acqua ferruginosa con stabilimento balneario Biolelti. Nativi di Pessinetto furono i genitori del celebre missionario al Tonchino nella Cocincina e nella Cambogia, T. Martino Costa, dell'ordine degli Agostiniani scalzi, morto vescovo nel 1754.
Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T.
Mandamento di CHIERI (comprende 7 Comuni, popol. 25,422 ab.). — Sta sulla strada da Asti a Torino, in gran parte con colline vignate che dànno vini eccellenti.
Chieri (12,667 ab.). — Trovasi la città in pianura dolcemente inclinata verso scirocco, alle falde di amene e fertili colline, che la circondano dai lati di levante, settentrione e ponente. Presenta l'aspetto d'una città del medio evo, della qual epoca conserva pregiati avanzi. Dei due castelli ond'era munita rimangono: uno detto della Rocchetta verso la pianura, l'altro detto della Mina sull'erta del colle torinese e una inoltre delle sue cento torri appartenenti, col nome di ospizi od alberghi, alle famiglie principali Albuzzani, Costa, Balbi, Broglia, ecc. Congiunta da un tronco ferroviario a Trofarello, stazione di tutte le linee principali del Piemonte, è bagnata dal torrente Banna e dal rivo Tepice, il quale l'attraversa dividendola in due metà. Parecchie piazze fra cui piazza del Duomo, col vasto ospedale; piazza d'armi, con la chiesa di San Bernardino e il palazzo dei marchesi Balbiano ili Colcavagno e una fontana; piazza delle Erbe che serve per mercato, di forma quadrilunga nel centro della città e vicino alla quale ammirasi un arco eretto nel 1586 per festeggiare la nascita del primogenito di Carlo Emanuele I, arco restaurato e dipinto modernamente di cui diamo una veduta (fig. 68). Fra le chiese va celebrato il Duomo, di cui diamo parimenti una veduta (fig. 69), fondato, nel 1037, da Landolfo, vescovo di Torino, di forme gotiche, ricostruito nel 1405, il più vasto per superficie di tutti i duomi del Piemonte, con 22 altari, ed abbellito in vari periodi di tempo dalle nobili famiglie Balbiano, Broglia, Simeoni, Tana, Turinetti, Villa e sopiatutto Bertoni. Sotto l'aitar maggiore riposano le spoglie mortali dei preclarissimi conti Gian Battista Bogino e Prospero Balbo. In occasione del suo 500° anniversario venne intieramente riabbellito. L'altra parrocchia di San Giorgio, patrono principale di Chieri, sorge nel punto più elevato donde lo sguardo ricreato spazia sulla città e sulla campagna circostante. Chieri possiede inoltre molti belli edifizi, vie spaziose, di cui la principale, quasi rettilìnea e della lunghezza di poco meno di un chilometro, divide, nella sua maggiore estensione, la città in due parti quasi eguali. Scuole elementari d'ambo i sessi, ginnasio, scuola tecnica liceo, convitto civico, seminario aggregato a quello di Torino, biblioteca pubblica
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