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Parte Prima — Alta Italia
San Sebastiano da Po (2739 ab.). — A destra del Po, a greco di Torino, bagnato dal torrente Leona e dal canale Gazzelli alla pianura che irriga il suo fertile territorio, sulle due strade nazionali Torino-Casale e Alessandria-Gran San Bernardo. È diviso in due parrocchie: una nel capoluogo del Comune e l'altra in Moriondo, frazione del medesimo. Vi si ammira l'elegante e comoda villeggiatura Spigno a cui è annesso un ricco orto botanico. Questo Comune va rinomato per la sua industria agricola, e per essere fra i più ricchi di tutta la provincia. Non ha sovrimposte nè tasse locali.
Cenno storico. — Fu contado dei Novarina di Spigno, dei Boetto di Cocconato e fu signoria dei Gazzelli di Rossana.
Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T.
Mandamento di CASELLE TORINESE (comprende 3 Comuni, popol. 10,583 ab.). -Suolo fertile bagnato dal Po e dalla Stura di Lanzo, non che da parecchi Canali che ne derivano.
Caselle Torinese (5126 ab.). — A maestro di Torino, sulla sinistra sponda della Stura. Ila due parrocchie e due altre chiese; un grande palazzo, già dei principi di Savoia-Carignano, il cui annesso giardino delizioso fu trasformato in piazza; un ospedale su disegno grandioso dell'architetto Moravi ed un piccolo teatro.
Cenni storici. ¦— Caselle, già cinto di mura con fossi e munito di forte rocca nei tempi antichi, formava parte del contado torinese ed ebbe signori proprii. Passato ai marchesi di Monferrato cadde in feudo alla famiglia dei Marchisii, oriundi di Ciriè e ad altri, finché Carlo Emanuele I lo eresse in marchesato a favore del suo terzogenito Tommaso principe di Carignano. Da un documento conservato negli archivii municipali rilevasi che nel 1640 fu così travagliato da un'epidemia che fu ridotto a sole 7 famiglie da popolatissimo che era. Nel 1475 Caselle acquistò fama per opera di Giovanni Fabri, tipografo di chiaro nome (uno dei primi d'Italia), il quale vi aveva una stamperia rinomata e, in società col medico Pantaleone da Confìenza, vi pubblicava le Vite dei Santi Padri.
Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T. e Str. ferr. Torino-Lanzo.
Borgaro Torinese (1309 ab.). — Sulla strada da Torino a Lanzo, presso la Stura, a mezzodì di Caselle. Antico castello con filatura ; palazzo moderno con ampio giardino costruito sul disegno e a spese del conte Renato Birago, già feudatario del luogo.
Cenno storico. — Dipendeva Borgaro dai marchesi di Torino dai quali passò alla famiglia Marchisio di cui trovansi memorie del 1160, indi ai Vaselli, signori d'Altez-zano superiore, e ad una serie successiva di famiglie torinesi. Constava in addietro questo Comune di Borgaro e di Altezzano, il quale fu staccato nel 1847 da Borgaro per essere unito alla Venaria Reale che, prima del 1700, chiamavasi anch'essa Altezzano.
Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P3 T. e Str. ferr. Torino-Lanzo.
Leyni (4148 ab.). — Ad est di Caselle, poco distante dal rivo-torrente Bendola, che nasce sul confine di Balangero verso Lanzo sotto il nome di Banna e che mette foce nel Malone. Nelle piene allaga e danneggia i poderi circostanti. Roggia Barbacana che scorre per tre lati intorno all'abitato. Il quale ha un'antica parrocchia restaurata con bel campanile di costruzione moderna, un'altra chiesa sulla piazza dedicata a San Giovanni e a pochissima distanza un tempietto elegante della Madonna delle Grazie assai frequentato. Fra gli edifizii, oltre parecchie ville di signori torinesi, sono notevoli il palazzo comunale sulla pubblica piazza assai vasta e l'antico castello dei feudatari di Leynì, ora demolito in gran parte; vi si ammira però sempre una gran torre di forma quadrata e assai alta la quale sembra opera del secolo XIII, ospedale, scuole, asilo infantile, società di mutuo soccorso.