Mandamenti e Comuni del Circondario di Torino
1-2.1
Cenni storici. — Sul principio del secolo XIII Villastellone non era che una casa di proprietà dei Templari di S. Egidio. Nel 1245 la repubblica di Chieri incominciò ad attuare il suo disegno di edificarvi un borgo a cui fu dato il nome di Villanuova di S. Martino. Fu incendiato in parte nel 1325, forse per opera dei conti di Gocconato. In seguito il comune di Chieri lo cedè per metà ad Asti. Le opere fortificatorie furono innalzate verso la fine del secolo XIV. Nel 1396 l'ebbe in feudo Franceschino Villa, patrizio di Chieri. Ebbe molto a soffrire quando, nel 1543, vi stanziò l'esercito francese sotto il comando del duca cl'Enghien.
Coli, elett. Torino III (Avigliana) — Dioc. Torino — P2 T. e Str. ferr. Torino-Cuneo.
Mandamento di CASALBORGONE (comprende 4 Comuni, popol. 7494 ab.). — È costituito in gran parte di fertili colline con boschi cedui ed alberi d'alto fusto. Corsi d'acqua: Po, Losa e Leona.
Casalborgonfl (2354 ab.). — A greco di Torino, irrigato dai due torrenti Losa e Leona. È rinomato pei suoi ottimi vini nebioìo, freisa, barbèra, albaluce e per i suoi stimati piselli e caci freschi (robiole).
Cenni storici. — Casalborgone era probabilmente un luogo ragguardevole sin dai tempi romani come mostra una lapide in cui son nominati tre decurioni, dissotterrata nelle sue vicinanze verso la fine del secolo scorso. Nel medio-evo era rinchiuso nel contado d'Ivrea; e, trovandosi sui confini di varii Stati, fu travagliato da guerre incessanti finche venne in potere dei conti di Cocconato. Il marchese Giovanni di Monferrato ne ottenne, nel 1367, la giurisdizione dall'imperatore Carlo IV; in seguito passò ai Govean di Torino e da essi ai Macerati, i quali lo cederono al conte Maria Broglia de' Gribaldenghi di Chieri per compenso dei diritti di sua moglie Caterina sul Castello d'Agliè. L'imperatore Massimiliano diede nel 1503 la giurisdizione superiore di Casalborgone al duca di Savoia.
Coli, elett. Torino li (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T. e Str. tr. Torino-Brusasco.
Lauriano, o Lavriano (1372 ab.). — A destra del Po, sui confini dell'Astigiano ; l'abitato è costrutto sulla pendice di un colle assai ameno, in mezzo ad una serie di colli che adergonsi a sud e a nord. Sopra un altro colle a ovest veggonsi le rovine di un antico castello. Oltre la parrocchiale dedicata all'Assunta all'estremità dell'abitato sonvi parecchie altre chiese.
Cenni storici. — Questo Comune è chiamato Lavriano nel diploma dell'imperatore Ottone III a favore della Chiesa di Vercelli. Nel 1164 Federico 1 lo diede in feudo al marchese di Monferrato e l'ebbero in seguito i signori di Verolengo, i Canastellì, i Delfini, i Del Re, i Ferreri di Torino e i Motta di Pancalieri. Fu saccheggiato orribilmente dai Polacchi nel 1625 mentre gli Spagnuoli assediavano Verrua, e una seconda volta dal reggimento di Novara che vi uccise parecchi abitanti.
Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P2 T. e Str. tr. Torino-Brusasco.
Piazzo da Po (1029 ab.). — Sorge sul pendio meridionale di una collina a maestro d'Asti. Congregazione di carità.
Cenni storici. -— In una carta del 1014, questo Comunello è chiamato Plazum e Placium in un'altra. Fu feudo dei Gocconato signori di S. Sebastiano : vi ebbero qualche parte di giurisdizione i conti di Verrua e la mensa vescovile di Casale ; ne furono anche investiti, con titolo di contea, gli Avogadro e i Gastaldi. Come Lavriano e Monteu, anche Piazzo fu orribilmente devastato durante il predetto assedio di Verrua dagli Spagnuoli l'8 agosto 1625, da un corpo di Polacchi, i quali commisero ogni sorta di nefandità per guisa che queste terre rimasero quasi spopolate sino al 1630 e in questo intervallo servirono più volte di acquartieramento agli Austriaci, agli Spagnuoli, ai Francesi.
Coli, elett. Torino II (Ciriè) — Dioc. Torino — P3 T.