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Parte Prima — Alta Italia
con tre corpi di truppe e ne rimase padrone nonostante le rimostranze della Francia. Nel 1630 e 1631 vi l'infierì la peste; nel 1690 vi pose l'assedio il maresciallo francese Gatinat, la occupò, in forza del trattato del 9 luglio, e ne devastò quindi spietatamente il territorio. Nel 1799 avendo i repubblicani francesi invaso il Piemonte, dond'era partilo il re, i Garmagnolesi, memori dei danni sofferti in addietro dalla Francia, insorsero in massa e dispersero parecchi corpi di milizia; ma il governatore Frassinet, raccolto un buon nerbo di truppe, mosse contro di loro e li debellò, incendiando il borgo di Salsasio in cui eransi concentrati. — Carmagnola nei passati secoli fu anche piazza forte; quivi i marchesi di Saluzzo avevano un castello nel lato di borea, cui riparavano e fortificavano nel 1435. Questo castello andò soggetto a varie vicende, specialmente nel secolo XVI, in cui venne demolito dagli Spagnuoli, poi rifabbricato dai Francesi. Nel 1553 e nel 1554 furono alzati alcuni bastioni, furono rinforzate le mura merlate e il castello insieme alla città, che venne difesa da sette bastioni congiunti da cortine e da un terrapieno. Nel secolo XVIII essendo stati atterrati i bastioni, la città cessò di essere piazza forte.
Uomini illustri. — Carmagnola diede i natali a molti uomini celebri, primo fra i quali, per merito e per ordine di tempi, ci si fa innanzi il famoso capitano Francesco Bussone, detto il Carmagnola, immortalato dal Manzoni nella ben nota tragedia Il Conte di Carmagnola. Egli nacque da povera famiglia contadinesca verso il 1390, ed, entralo, nel 1412, al servizio del duca di Milano qual semplice soldato, saliva in breve al grado di comandante delle truppe di quel duca, Filippo Maria Visconti, col quale erasi imparentato. Ei ne accrebbe lo Slato rendendolo padrone della Lombardia e di molte città, fra cui Genova. Ma, messo dagli invidiosi in mala vista presso il Visconti, sdegnato lo abbandonò e passò al soldo della nemica di lui, Venezia, dalla quale, dopo splendide vittorie, fra cui la strepitosa di Maclodio (11 ottobre 1427), fu, per sospetto di tradimento, fatto decapitare il 5 maggio 1432. Al Carmagnola tengono dietro fra i personaggi illustri : Gabriele Bucci, generale dell'Ordine Agostiniano, che fiorì nel secolo XV; Pietro Giacomo Zoelli, celebre medico del secolo XVI; Jacopo Menzio, giurisperito di molta fama, morto verso il 1740; Angelo Carena, che fiorì verso la metà del secolo scorso e fu uno dei promotori principali delle indagini e delle scoperte storiche e archeologiche in Italia; Guglielmo Baldessano, medico e teologo, che compose alcune opere storiche di pregio e nel 1610 lasciò legato per cui si potè, nel 1887, ottenere la conversione in Regio del Liceo-Ginnasio; Giacinto Carena, autore di vari scritti pubblicati dall'Accademia delle Scienze, e di un Dizionario sulle arti e mestieri; Antonio Bai/neri e G. Berlini, filosofi di profonda dottrina; e finalmente l'esimio chimico Lorenzo Cantò, del secolo nostro.
Coli, elett. Torino III (Avigliana) — Dioc. Torino — P2 T., Str. ferr. Torino-Cuneo-Savona
e Str. tr. Torino-Carignano.
Villastellone (2800 ab.). — In pianura, bagnato dal torrente Stellone; aria salubre, essendosi eliminate le paludi. Era cinto in addietro da mura con ponti levatoi. L'antico castello fu ricostruito e abbellito su disegno del Juvara, ed ha annesso un orto botanico. Due piazze, vie regolari, parrocchia a tre navate ma alquanto angusta, varie case private di buona architettura. Degno di nota è la tenuta di Borgo Car-nalese, ora propria del conte Eugenio Du Maistre, in cui vi è un bel castello, con annesso parco e una parrocchia costruita dal Duca di Montmorency nell'anno 1836. Nel Comune ha vita una ricca Congregazione di Carità istituita dalla signora Donna Teresa Rezzia-Kanos nel 1779. Vi è l'Opera pia R. Albergo di Santa Croce fondata nel 1774 da Ludovico Assoni, con Ospedale, Asilo infantile e Scuole comunali in grandioso fabbricato della stessa Opera.