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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   G 128
   Parte Prima — Alta Italia
   tii vescovi di Torino che lo diedero in feudo ai Piossasco ecc. Nel 1347 fu distrutto dalle truppe di Luchino Visconti signore di Milano.
   Uomini illustri. — Vi nacque Jacopo Gariglio, esimio letterato e poeta che pubblicò una traduzione della Poetica d'Orazio in sciolti e varie poesie liriche.
   Coli, elett. Torino III (Avigliana) — Dioc. Torino — P2 T.
   Vinovo (3249 ab.). — Presso la Chisola, in pianura, a maestro di Carignano. Due piazze e viali d'olmi. La chiesa della Madonna Addolorata, d'ordine composito, è assai bella e contiene un'icona del Crocefisso opera di valente ma ignoto pennello. Sul finire dello scorso secolo fu distrutto il bellissimo convento dei Carmelitani calzali. A due chilometri castello detto Bel Riparo. Stupendo stradone che mette alla villa reale di Stupinigi. Grandiosa filatura di cotone e manifattura di stoffe, arazzi, tappeti, ecc. dei Fratelli Rey.
   Cenni storici. — Vinovo esisteva già prima del 1000 col nome di Vicus Novus e Vigonovum. Fu feudo dapprima dei Romagnano, dei Cavoretto, dei Manfredi e in progresso di tempo della nobilissima famiglia dei Della Rovere, finché cadde (1732) nel regio patrimonio e fu unito alla magistrale commenda di Stupinigi. 11 castello ò costruzione del secolo XVI, e credesi sul disegno di Baccio Pinselli (fig. 67).
   Uomini illustri. — Cardinale Gerolamo della Rovere, annoverato dal Giraldi fra i poeti illustri de' suoi tempi sotto il nome latino di Ilieronymus Querceus. Altro cardinale, Martino della Rovere, autore di Commentarli di cui parla il Pingone nella sua Augusta Taurinorum.
   Coli, elett. Torino HI (Avigliana) — Dioc. Torino — P3 T. e Str. tr. Torino-Vinovo.
   Mandamento di CARMAGNOLA (comprende 2 Comuni, popol. 15,805 ab.). — È percorso dal Po, dal torrente Ricciardo, dal Molletta o Melea e da due gore artefatte le cui acque servono all'irrigazione. Belle praterie e campi ben coltivati, lungo il Po, nel lato di ponente. Lungo gli orli delle strade, i confini dei campi e dei rivi, ombreggiano la via alti pioppi, ontani e salici. È notevole in questo territorio l'inalveamento del Po, eseguito fin dal 1761, con opere assai pregevoli.
   Carmagnola (13,005 ab.). — A mezzodì da Torino, di forma ovale, prolungantesi verso levante e congiungentesi col borgo Vecchio. È attraversato dalla strada conducente a Nizza, assai larga. Codesta strada è fiancheggiata di case con portici, coin'anco la piazza maggiore di forma rettangolare, la quale piglia nome dalla chiesa di Sant'Agostino che sta in capo ad essa rivolta a tramontana. Allo svoltare della via maestra si presenta la chiesa di S. Giovanni Battista; nel lato opposto la collegiata ed una strada larga oltre 6 metri tende dall'una all'altra di queste chiese, mentre a nord un'altra strada conduce alla magnifica chiesa di San Filippo, eretta al principio del secolo scorso dai Padri Filippini coi materiali delle atterrate fortificazioni del Castello. La sua grandiosa facciata è a due ordini, l'interno d'ordine corintio è ornato di bei dipinti d'Ignazio Fascina, prete della Congregazione dell'Oratorio. Ospedale di S. Lorenzo, Ospizio di Carità, Opera Pia Pertusio, ecc I Marchesi di Saluzzo avevano in Carmagnola un castello di cui accrebbero le fortificazioni nel 1435 e cinque anni dopo vi ergevano la torre che serve ora di campanile alla suddetta chiesa di S. Filippo, dopo di essere rimasta salda in varie circostanze ai colpi di cannone. Nel 1544 gli Spagnuoli, venuti in possesso del castello, presero a smantellarlo; ricuperatolo, i Francesi lo rifabbricarono accrescendone le fortificazioni. Nel 1553 e 1554 furono alzati alcuni bastioni, rinforzate le mura merlate e il Castello in un con la città, la quale fu munita di sette bastioni collegati da cortine e da terrapieno. Atterrati, sullo scorcio del secolo XVIII, i bastioni, la città cessò di essere piazza forte.
   Cenni storici. — Carmagnola, il cui nome come apparisce da vetusti documenti, è un diminutivo dell'antichissimo di Caramania, cominciò a sorgere nel secolo XI.