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Parte Prima — Alta Italia
Regina, sorge la Chiesa di Santa Margherita, che dà il nome ad un gruppo di ville. La chiesa fu fabbricata nel 1826, e va pregiata per la sua architetlura. L'icona dell'altare maggiore, rappresentante la protettrice, è lavoro della contessa Ottavia Masino di Mombello; il pulpito, con pregiati intagli in legno, ornava un tempo la cappella della R. Università.
Di fronte al Ponte in ferro trovasi l'amena strada denominata Valle dei Salici, che conduce in cima della collina, quasi sempre racchiusa fra boschetti; lungo di essa si trovano le stupende ville Chapuìs e Marsaglia, il grandioso ritiro e collegio delle Suore del Sacro Cuore di Gesù, il collegio dei religiosi di D. Bosco, nel quale venne seppellito il loro fondatore. Ammirevole è il bassorilievo in marmo bianco che lo raffigura, sulla tomba.
A pochissimi minuti dal Ponte una bellissima strada comunale conduce alla Borgata di San Vito. Nella chiesa parrocchiale, dedicata ai SS. Vito, Modesto e Crescenzia, si conserva il corpo di S. Valentino. — Davanti allo spianato di questi Borghi, posti sulla collina, l'occhio spazia sul grande panorama delle Alpi e sulla sottostante pianura, intersecata dal Po,
Con R. Decreto 28 luglio 1889 venne aggregato al comune di Torino quello limitrofo di Cavoretto, situato sulla collina, frammezzo a deliziose ville. Esso forma uno dei più bei graditi ritrovi alle famiglie torinesi nella stagione estiva. Ammirasi il palazzo della famiglia Ormea, edificato sopra il ciglio di erto poggio; l'antico Castello fu fabbricato prima ancora della vicina città di Moncalieri. Nel secolo XIII i signori di Cavoretto possedevano anche le terre di Stupinigi; nel 1330 venne in potere del principe Filippo d'Acaja, che lo cede ai Balbi di Chieri ; passò successivamente a varie famiglie nobili di Torino. Dall'alto della città si osserva il panorama delle Alpi, e il versante a levante della collina.
Alle porle ili Torino, verso la Barriera di Casale, trovasi la Borgata detta Madonna del l'itone, perchè nel 1587 stava, a pochi passi da un mulino, un pilone sopra cui vedevasi dipinta l'Annunziazione della Vergine. La tradizione narra che, nel 1614, certa Margherita Mollar, vedendo la propria figliuola caduta nell'acqua e impigliala fra le ruote del mulino, supplicasse confidente la Vergine di salvargliela. Poco dopo la fanciulla fu veduta venire salva alla riva, senza traccia di aver sofferto danno.
All'annunzio del prodigioso avvenimento si raccolsero subilo molte oblazioni, colle quali, nel 101-5, fu innalzala l'attuale parrocchia. — Dopo la costruzione del Canale Michelotli si formò Ira esso e il Po uno stradale, fiancheggiato da alberi, che forma un gradito passeggio, lungo tre chilometri, che conduce dalla chiesa della Gran Madre di Dio alla Madonna del Pilone.
Sulla strada di Nizza trovasi pure altra borgata detta del Lingotto con Parrocchia di stile semplice e grazioso, fabbricata nel 1686; è ricordata perchè ivi recavasi a predicare di sovente il B. Sebastiano Valfrè.
Uscendo dalla piazza Carlo Felice, a mano destra, trovasi il grandioso viale che conduce al Castello di Stupinigi (fig. 60), coi suoi boschi destinati, un tempo, alle regie caceie; in mezzo ad essi sorge una bellissima palazzina, costruita sul disegno del Juvara. Dalla sala di mezzo l'occhio si può dirigere sopra quattro grandi strade che mettono ai Comuni di Vinovo, Gandiolo, Moncalieri, e al bosco. Napoleone Bona-parte vi soggiornò prima di recarsi a Milano a cingervi la corona di re d'Italia; quivi