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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   G 106
   Parte Prima — Alta Italia
   morto Alaloaldo suo cognato, salì, nel 625, al trono dei Longobardi, a cui pareva che servisse di scala il ducato di Torino. Garibaldo duca di Torino uccise a tradimento Godeberto, cui pel testamento del padre era toccata in sorte Pavia col paese subalpino, essendo il rimanente del regno assegnato al suo fratello. La vendetta del tradimento tolse di vita Garibaldo, e il ducato di Torino fu dato a Ragimberto figliuolo di Godeberto, il quale riconquistò colle armi il possesso di quella parte del regno lombardo che aveva goduto suo padre, andando a risiedere a Pavia col titolo di re. Morendo nell'anno medesimo, lasciò il trono ad Ariperto II, che trovò la morte nelle acque del Ticino, ch'ei passava a guado volendo riparare in Francia, fuggendo i sudditi ribelli, ed un esercito di Bavari, che lo incalzava. Caduto il dominio longobardo in Torino, gli succedeva l'altro dei Franchi per la conquista di Carlomagno, che mutò i ducati in comitati, essendo il titolo di conte di minor dignità e indicante dipendenza. Il comitato era più ampio del ducato. La contea di Torino saliva fino ai gioghi del Gran Paradiso, del Moncenisio e del Monginevra, poiché quelle regioni alpine erano congiunte al regno d'Italia, mentre il ducato finiva alle Chiuse di vai di Susa, e a' piè del Mombasso. — Tra il levante e il mezzodì la contea comprendeva il territorio Chieresc e gli altri vicini, e Savigliano col suo territorio; sembra che a mezzogiorno ed a settentrione i fiumi Orco e Po la disgiungessero dai comitati d'Ivrea e di Oirado. Questa contea, nell'827, era governata da un Ratberto, che fioriva al tempo di Lodovico il Bonario imperatore. Nelle gare ambiziose di Guido e di Berengario per la corona d'Italia, quando la parte del primo prevalse, i figli di Suppone conte di Torino, parenti e fautori del secondo, perdettero probabilmente i contadi di Torino e d'Asti. La contea torinese e la marca d'Italia erawo rette, nel secolo X, da una famiglia creduta d'origine francese, l'ultimo della quale fu Odelrico Manfredi II, padre della celebre contessa Adelaide. Ella sposò, dopo il 1045, in terze nozze Oddone di Savoia, onde la R. Casa, pel retaggio di quella principessa estese i suoi dominii in Italia. Ma il possesso di Torino non ebbe tosto effetto. Non si sa in qual anno questa città cominciasse a governarsi per consoli, ma egli è certo che godè l'indipendenza, essendo rimasta libera da ogni soggezione principesca fino al 1130. Morta Adelaide, il suo Stato si sciolse in più parti, e Torino, come altre città, si ordinò in Comune, il cui germe era stato posto dalle    Questa, governata dai principi d'Acaja e poi da quelli di Savoia, andò perdendo le memorie della libertà e dell'indipendenza mentre si costituiva col sabaudo principato.