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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Torino
   8.3
   S. E. il Cardinale Gaetano Alimonda, coadiuvato dai vescovi inpartibus M. Bertagna e M. Leto), che ha suffraganei i vescovi di Mondovì, Ivrea, Acqui, Alba, Aosta, Asti, Cuneo, Possano, Pinerolo, Saluzzo e Susa.
   Ci rimane ancora a dire due parole del Camposanto, non ultimo fra i luoghi meritevoli di essere visitati in Torino.
   Con suo ordinato del 30 agosto 1827, il Consiglio Comunale, preoccupato seriamente del modo di por riparo agli inconvenienti derivanti dai vari cimiteri urbani, decretava la fondazione di un vasto Camposanto sui disegni dell'architetto Lombardi già approvati dal Re. Scelse a tal uopo l'ampia pianura che stendesi fra il Po, la Dora e la Stura ove ammiravansi un dì i giardini del R. Parco. La pietra fondamentale dell'edifizio fu collocata nel successivo anno e il Camposanto fu benedetto il 5 novembre 1829 ed aperto al servizio mortuario il giorno seguente.
   Fronteggia il sacro edifizio la cappella mortuaria che ha, dal lato esterno, l'aspetto di tempietto di stile greco e, dal lato opposto, verso le fosse, di un monumento sepolcrale di stile concordante con quello dei nicchioni. Quattro colonnette doriche, vestite per metà dal muro, ornano la facciata con due statue rappresentanti la Religione e la Giustizia divina. L'interno è di forma circolare rischiarato debolmente da un lucernario. Un altare di marmo bianco e nero, con sopravi un gruppo ritraente il Cristo morto, e, in uno dei due vestiboli, un busto marmoreo del marchese di Barolo che concorse generosamente alla costruzione del Camposanto, il quale va ornato di ricchi ed artistici monumenti di cui accenneremo i principali.
   Nel cosidetto Camposanto Primitivo ammiransi i monumenti della marchesa di Monforte (n. 142), del banchiere Bernè (166), del professore Boucheron (260), tutti tre del Bruneri; di Luigi Lacroix (n. 78), di Spirito Juva (161), di Francesco Calcagno (271), del marchese Tancredi di Barolo (197), della madre di Carlotta Mar-chionni, tutti del Bogliani; di Ferreri (247), del Cuglierero. A sinistra e al muro (266) sorge il sepolcro di Silvio Pellico, obelisco in marmo nero, con ritratto in medaglione di marmo bianco. Sul monumento di Michele Buniva, introduttore della vaccinazione in Piemonte (morto nel 1841), sta scolpito un bambino portato a vaccinare coli'iscrizione: Posero questo monumento le madri riconoscenti.
   Un atrio aperto dirimpetto alla cancellata d'ingresso conduce al Nuovo Camposanto assai più bello, circondato da un colonnato in granito, con cappelle, sarcofaghi e cripte. Fra la serie dei monumenti artistici primeggiano i seguenti: (n. 6) monumento Pinelli (la Riconoscenza con la corona) dell'Albertoni ; (8) Calosso, col rilievo della Gratitudine, del Vela; (22) Cassinis, presidente della Camera, suicidatosi, del Tabacchi; (26) Famiglia Prever, con bella statua della Speranza, del suddetto Vela ; (57) Gruppo di quattro statue col busto di Felice Nigra del Marchesi; (105) Zoppetti, del Della Vedova; (132) D'Azeglio, (165) Gioberti, Brofferio, La Farina, di cui le ceneri furono poi trasportate a Messina sua patria.
   Nella seguente area centrale son da vedere, nel 7° gruppo : il monumento del Bogliani. Nell'8° gruppo (n. 176) quello di Palestrini, con angelo sorridente, del Vela.
   Nel Porticato successivo: i monumenti del marchese di Provana di Romagnauo di Virle, del Tabacchi; di Gai-biglietti, del Della Vedova, ecc.
   Troppo lungo sarebbe il numerare i molti monumenti artistici che ornano il Cimiterò di Torino, da formare un Pantheon delle affezioni private; tuttavia ricorderemo