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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   'forino
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   Teatri ed istituti ricreativi. — I Torinesi, gente alla mano, cordiale e di buon umore, dopo di aver accudito con solerzia ai loro affari, amano ristorarsi dalle fatiche con onesti divertimenti e a ciò provvedono i vari teatri ed istituti ricreativi di cui diamo qui l'elenco:
   Regio, attiguo al palazzo Reale, costruito nel 1738 con disegni del conte Alfieri. L'esterno non palesa la sua qualità, ma l'interno si fa osservare, specialmente dopo i ristauri fatti sotto la direzione del pittore architetto Pelagio Palagi o quelli ordinati dal Municipio di Torino, fra cui devesi accennare l'ampio vestibolo. Si contano cinque file di palchi che toccano la cifra di 152 ed il loggione. Dopo lo Scala di Milano ed il San Carlo di Napoli è questo il più gran teatro d'Italia. La gran tela è opera del Gonin.
   Teatro Carignano. — Il più antico teatro ed il più giustamente famoso è il Carignano, perchè eretto nel 1752 su disegno del conte B. Alfieri sulle rovine del Teatrino di Corte, d'ordine del principe Luigi di Savoja Carignano da cui prese poi il nome. Incendiato nel 1787, fu rifatto dal Ferroggio sul primitivo disegno. Sopra disegni del Carrera questo teatro venne riabbellito nel 1885.
   Teatro d'Angennes (via Principe Amedeo, 24). — Nel 1786 chiamavasi Teatro Guglielmone, dal nome del suo costruttore, e quindi si chiamò d'Angennes dal successivo suo proprietario. Nel 1820 fu l'istaurato sui disegni dell'architetto Pre-gliasco. Ha 89 palchi ripartiti in quattro ordini, oltre il loggione. Ora è destinato ai trattenimenti pei fanciulli colle Marionette. Le rappresentazioni date dai fratelli Lupi, attuali proprietari del teatro, vanno sempre distinte per scrupolosa moralità nella scelta delle commediole, e per ricchezza di scenari, meccanismi e sfarzo ai vestiari degli artisti di legno.
   Vittorio Knianucle (via Rossini, 11). — Fu costruito nel 1856 ad uso di ippodromo e quindi venne adattato alle rappresentazioni di opera in musica e di balli, sempre però convertibile, ove si presenti il bisogno, al primitivo uso. Nella vasta platea e nelle due grandi gallerie possono capire ben 4500 spettatori.
   Rossini (via Po, 24). — Costruito nel 1793 dall'architetto Ogliani, venne detto in varii tempi Gallo, Ughetti, Sutera e presentemente Rossini. Fu incendiato nel 1828, ma risorse riformato ed abbellito su disegno dell'architetto Gabetti. Venne in questi ultimi anni abbellito con ricche doratine. Può contenere 800 persone, parte nella platea e parte nelle tre gallerie formatevi a vece dei 52 palchi che esistevano prima.
   Scrilie (via della Zecca, 29). — Innalzato nel
   1857 da una società di azionisti sui disegni dell'architetto Bollati, è uno dei più eleganti teatri torinesi, capace di contenere 1400 spettatori. 1 palchi sono in numero di 97 di proprietà privata, ripartiti in quattro ordini oltre un loggione.
   Nazionale (via Bogino, all'estremità dei portici già Lamarmora). — Fu aperto nel 1848 e ne fu architetto il Courtial, che diede pure i disegni delle case attigue. Ila quattro ordini di palchi ed un loggione e può contenere 2000 persone. La gran tela di questo teatro contiene un'allegoria nazionale rappresentante l'Italia coronata di torri e circondata dalle quattro figure Roma, Torino, Napoli e Firenze. Fu dipinta da Francesco Gonin. Si tentò ridurlo a grandi gallerie, ma le riparazioni danneggiarono il concetto dell'architetto.
   Gerbino (via Maria Vittoria, 44). — Porta questo nome dal proprietario che lo fece costruire in legno nel 1838 e rifabbricare in muratura nel 1854, con ornamenti in oro ed eleganti pitture. È capace di 2000 spettatori, ed ha due grandi gallerie ed una vasta platea.
   Balbo (via Andrea Doria, 15). — Così chiamato dal nome dell'illustre storico Cesare Balbo, fu costruito in legno nel 1856, riformato in muratura per rappresentazioni serali nel 1863, finché fu ricostruito nel 1889 su disegno dell'ing. Levi. Contiene 1800 persone, ha una galleria ed una vasta platea, la quale facilmente si converte in arena per rappresentazioni equestri e ginnastiche (fig. 58).
   Alfieri (piazza Solferino, 2). — Edificato nel 1855 sul disegno dell'architetto Panizza e distrutto dalle fiamme nel 1858, venne ricostruito nello stesso anno. Fu, non è molto, abbellito di bella facciata. Ha due gallerie ed una platea convertibile in circo equestre. È capace di 2000 spettatori.
   Circolo degli Artisti. — Ebbe inizio nel 1857 da alcuni cultori di belle arti allo scopo di unire a quotidiano convegno, con ricreamento dello spirito e con vantaggio dell'arte, tutte le persone che coltivano le belle arti o ne sono amanti. Tiene infatti conversazioni artistiche e letterarie, dà concerti, accademie di canto e di declamazione ed anche feste da ballo, tiene giornali politici ed artistici, album per disegni, libri di musica e poesie, ecc. Ha un magnifico locale nel palazzo De Sonnaz (via Bogiuo, 9). I soci superano il