G 100 Parte Prima — Alta Italia
gl'insegnamenti che concorrono a fare buone madri di famiglia.
Orfanotrofio (via delle Orfane, 11) (1). — Nacque quest'istituto sul finire del 1500, destinato a ricevere ed educare povere orfane. Vi possono stare vita durante, ed uscendo per andare a marito ricevono una piccola dote di L. 280. Esse sono 80.
Comitato Israelitico di Beneficenza (via Pio V, 12). — Corpo morale istituito per sollievo degli israeliti indigenti, ai quali si accordano soccorsi settimanali. Attualmente questi soccorsi toccano i 15 mila franchi. L'attivo del comitato si compone di rendite proprie, e di azioni di lire 10 che pa-gansi attualmente dai benefattori.
Società francese di Beneficenza di Torino (sede presso il console di Francia, corso Re Umberto, 32''»). — La Società francese di Beneficenza si costituì collo scopo esclusivo di venir in aiuto ai Francesi poveri residenti o di passaggio a Torino. Il console di Francia ne è il presidente onorario, sicché la società è posta sotto l'immediato patronato del rappresentante di questa Nazione. Ogni francese può divenirne membro versando un'annua somma il minimum della quale è fissato a L. 12.
Itegia Opera della Mendicità Istruita (via San Massimo, 21). — Fu fondata nel 1713 e legalmente l'iconoscinla nel 17S1 sotlo il nome di Mcinlicitiì Istruita. Nel 17S9, essendosi accresciute le offerte, eoi fondi dell'Opera si aprirono scuole di carità por i fanciulli dei poveri dapprima nell'attiguo casamento di Santa l'elagia e quindi in altre parli della cillà e dei borghi. Le classi in oggi sono 23 maschili e 21 femminili, frequentale da 2300 individui, ai quali la R. Opera provvede gratuitamente libri, carta e tutti gli oggetti scolastici, ed inoltre distribuisce loro prendi di cimi-
ti) Nell'Orfanotrofio (li Torino sono ammesso le orfano di padre e madre, nate nella diocesi, da legittimi natali e di onesti parenti, maggiori d'anni otto e minori d'anni dodici, e sane di corpo. Nel concorso di piii sorelle se ne ammette nna sola L'orfana nella sua entrata nello stabilimento porta seco, oltre fili abiti che indossa, due camicie di tela <11 rista o lino, due paia di scarpe nuove, e paga L. 20.) a titolo di corredo.
Lo Stabilimento provvede all'orf-ilia, tanto sana che inferma, e per tutta la vita se ivi rimane, gli alimenti c l'intiero vestiario; le procura una educazione religiosa e conveniente al suo stato; le accorda una porzione sul prodotto dei suoi lavori : liei caso di matrimonio le corrisponde la dote stata fissata con pio legato, e quando per qualunque causa volesse uscire dall'Orfanotrofio le paga per vestiario lire 00 oltre dell'u'ile clic le compete sui lavori. Prima ciré un'orfana sia ammessa nello Stabilimento conviene clic sia registrata nel libro delle postulanti, e quando bavvi.una piazza vacante viene dilaniala quella ebe avendo i requisiti necessari si trova la prima per data isci itta nello stesso libro, e non mai si fa luogo a preferenza alcuna.
lazione ed altri in fine d'anno ; 20 di questi sono in danaro depositati con libretto ad essi loro intestato presso la Cassa di Risparmio e non riscuotigli fino alla maggiore età. Tiene pure aperte sei classi serali per gli artigiani maggiori di 10 anni, insegnando la lingua italiana, la francese, l'aritmetica, il disegno d'ornato, ecc. L'annua spesa della pia Opera è di circa lire 110,000. Il maggior benefattore dell'Opera si fu l'avvocato Carlo Antonio Roassio, che con suo testamento del 18 settembre 1790, aperto il 24 agosto 1802, instituiva l'Opera suo erede universale. L'eredità Roassio ammontò alla cospicua somma di lire 1,119,032.10.
Istituto pei Ciechi (via Nizza, 135). — Fondato questo Istituto per cura di un Comitato promotore, presieduto dal signor conte Ernesto Ricardì di Netro, fu costituito in Ente Morale con Regio Decreto 24 maggio 1877 ed inaugurato il 1° gennaio 1879. Scopo dell'Istituto è per ora di educare ed istruire i giovani ciechi d'ambo i sessi dai 7 ai 14 anni, facendo loro compiere il corso intiero della scuola elementare, ed ammaestrandoli nella musica e nei lavori manuali.
I giovani ciechi, maschi e femmine, che siano poveri e siano domiciliati o residenti nella provincia di Torino, sono ammessi gratuitamente in quel numero di posti che le condizioni del bilancio permettono d'anno in anno. Per gli altri è prescritta una pensione fissata in L. 500 annue. Vi sono anche mezze pensioni in L. 250 annue pei ciechi di cui le famiglie versino in istrette condizioni finanziarie.
I lavori che eseguiscono i ciechi sono la fabbricazione di zerbini o tappeti di filetto di cocco o di erba sparto, stuoie e guide di cocco, persiane di bacchette di legno e lavori da panieraio. Le cieche l'anno lavori di cucito, calze, lavori a maglia coli'uncinetto ed altri lavori donneschi. Gli strumenti musicali che per ora si fanno studiare, sono il pianoforte, l'armonium, il violino, il contrabasso ed il flauto.
Attualmente (1889) vi sono ricoverati 31 maschi e 20 femmine. 1 lavori dell'Istituto di Torino furono premiati a diverse Esposizioni.
Regio Convitto delle Vedove e Nubili ili civile condizione (sul colle di Torino). — È istituzione di Maria Felicita di Savoja, sorella di Vittorio Amedeo III, onde apprestare in tal modo un quieto soggiorno e rendere men penosa la vecchiaia a quelle vedove Nobili che per la sventura non potendo più vivere nell'agiatezza devono condurre la vita fra gli stenti. Vittorio Amedeo III con Regie Patenti 27 ottobre 1780 diede alla Casa legale