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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   G 86
   Parte Prima — Alta Italia
   ziata. La maestà del re Carlo Alberto già nel 1833 assegnavate sui suoi fondi privati un reddito annuale di sedici mila lire che servì per la fondazione dell'istituto Carlo Alberto, nel quale vengono ancora oggidì ricoverati gli affetti da malattie cutanee. L'Opera, mercè la generosità di varii benefattori, è ora in grado di mantenere 200 letti gratuiti, fra cui sei per i commercianti poveri fondati nel 1882 dal signor Giuseppe Devada, ma insufflcientissimi al bisogno sempre crescente della popolazione di Torino. Per agevolare l'ammes-sione all'ospedale, l'Opera pia, alcuni anni sono, stabiliva alcuni letti a varii gradi di pagamento che sono anche di continuo ricercati.
   Ospedale Oftalmico ed lufautile (via Juvara, 19). — Modello architettonico disegnato dal prof. Angelo Marchini. La sua origine, nel 1838, la ripete dal prof. Casimiro Sperino e dai dottori Valerio, Maffoni e Gamba che dapprima si erano limitati ad uu Dispensario oftalmico ed un Ospedaletto infantile. Nel 1844 re Carlo Alberto vi fondò quattro letti. Nel 1860 fu gettata la prima pietra del grandioso edifizio esistente che nulla lascia a desiderare sotto il rapporto della comodità e dell'igiene. Esso può contenere 250 letti, di cui 200 per gli adulti e 50 per fanciulli. L'istituto è sorretto da una società di beneficenza e col contributo delle persone facoltose che si recano a questo ospedale a curarsi delle malattie degli occhi in ispecial modo.
   Islitulo pei llacliitici (corso Firenze, 43). — Questo Istituto ebbe vita solo recentemente, in seguito alla trasformazione deliberata dall'Assemblea generale del 27 dicembre 1885 delle Scuole gratuite pei ragazzi rachitici, fondate nel 1872 per iniziativa del benemerito patrizio torinese il conte Ernesto Ricardi di Netro. Fu eretto in Ente Morale con Reale Decreto del 9 maggio 1886. Esso si divide in tre sezioni: Sriiole, Infcrmerie chirurgiche e Dispensario medico. Vi sono ricevuti bambini affetti da rachitismo o da malattie affini dai 3 ai 7 anni. La sezione Scuole fu aperta il giorno 8 novembre issi!, e numera circa 150 bambini divisi in tre classi. La sezione Infcrmeria lo fu nell'anno 1887, con 12 lotti, i quali, quando le finanze lo permetteranno, potranno portarsi al numero di 30. L'Istituto affida il suo incremento avvenire a quel sentimento d'intelligente carità che è un vanto di secoli della nostra Torino.
   Ospedale Cottolengo o Piccola Casa della Diiina Provvidenza (via Cottolengo, 12 e 14). — Questa Casa è detta Piccola Casa della Diritta Provvidenza, forse per antifrasi, forse solo per rispetto
   alla Gran Casa della Provvidenza di Dio, l'unica maggiore che vi sia dopo di lei. Essa sorse per opera del venerabile cav. canonico Giuseppe Benedetto Cottolengo nel 1827 dopo che morì fra le sue braccia una donna che avviata colla famiglia da Milano a Lione, quivi cadde inferma nè potè trovar ricovero in qualsiasi ospedale. Iniziò l'opera sua col togliere a pigione alcune camere ed allestendo pochi letti coll'opera dei Canonici del Corpus Domini. Il eholera morbus del 1S31 l'obbligò a trasferire l'infermeria nella regione di Valdocco in una piccola casuccia, e là fu il centro di quell'immenso nucleo di carità, il ricovero di tutte le umane miserie, il mondo della cristiana beneficenza. L'ospedale del Cottolengo è presentemente una vera città. V'hanno strade, piazze, orti, grandi tettoje, cortili, anditi sotterranei, cavalcavie, portici, lavatoi,laboratoriid'arti e mestieri, opificii, forni, torchi per paste, farmacia, ecc. Occupa circa 10 ettari. Le famiglie di maschi sono : tomasini (piccolo seminario), fratini, vincenzini, invalidi, sordo-muti, luigini (famiglia di piccoli artisti), cronici, epilettici, infermi, scemi fatui. Le famiglie di femmine sono: vin-cenzine, suffragio, carmelitane, pastorelle, crocine, taidine, Cuor di Maria, Cuor di Gesù, adoratrici del preziosissimo Sangue, eliane, mariane, orso-line, sordo-mute, penitenti, genoveffe, invalide, epilettiche, Uligine, clarine, scemi fatue, cronici d'ambo i sessi, infermi d'ambo i sessi, ecc., tanti piccoli mondi che consumano 130 sacchi di frumento alla settimana, oltre al consumo annuale di lire 19,200 di pane comperato dai pristinai di Torino, di lire 8000 di sale e di 400 bestie bovine da macello. Raccoglie circa 4500 persone, presenti colla statistica del 1° luglio 1889. L'Istituto non rigetta mai alcuno, e dalla somma totale di miserie raccolte ammette sempre + uno! E questo ospedale non ha redditi, e sta alla Provvidenza ! Fu meritata dal Cottolengo la medaglia d'oro dalla Società francese Monthyon e Franklin ?
   II. Manicomio (via Giulio, 22). — È uno dei più vasti ospedali che racchiude un recinto di 24,413 metri q. È un grande rettangolo lungo 200 metri, largo 50, diviso a metà da una chiesa, disegno del prof. Talucchi. Origina da Vittorio Amedeo II nel 1728 che ne affidò la fondazione e l'amministrazione alla confraternita del SS. Sudario. Attualmente però è amministrato da una direzione nominata dal prefetto della Provincia. I mentecatti si dividono in due categorie, di quelli cioè che possono pagare una pensione annua dalle 600 alle 2000 lire e di quelli che sono privi di mezzi di fortuna. Non bastando detto ospedale ai