G 90 Parte Prima — Alta Italia
di Pietà gratuito per potere con esso pagare gli interessi sulle somme prestate a coloro che comprovassero la loro povertà onesta, il loro bisogno disgraziato. Il Monte di Pietà ad interessi, la cui istituzione risale ad epoca remota, con dispaccio ministeriale 15 agosto 1815, veniva affidato alla Compagnia di San Paolo.
Attualmente il Monte di Pietà fa prestili su pegni d'oggetti per la durata d'un anno, ed i pegni non riscattati in tempo utile, prima di essere venduti agl'incanti, sono visibili in pubblica esposizione.
Le polizze di pegno sono al portatore. Chiunque pertanto può far pegni anche per mezzo di terza persona; il Monte di Pietà però non riconosce sensali.
Colui che personalmente vuol fare pegni per somma eccedente lire cento, o riscattare pegni sovra i quali fosse stata anticipata somma superiore a lire cento, può direttamente rivolgersi al capo d'ufficio del Monte per le relative operazioni.
Le operazioni di pegno e di riscatto possono farsi anche per via di corrispondenza, inviando all'ufficio del Monte, per le operazioni di pegno, l'oggetto sui quali si chiede il prestito, e per le operazioni di riscatto, la polizza di pegno col-l'importo del capitale e relativi interessi. E l'ufficio del Monte s'incarica di far quindi tenere al pignorante o la polizza di pegno coll'importo del prestito, o l'oggetto riscattato.
L'attuale direzione, nello scopo di paralizzare, nel pubblico interesse le case private di pegno, veri istituii dell'usura, ove dal povero, quando detti istituti si attengono alla misura permessa, esigono rinteresse del 3 per cento al mese sulla somma prestata, ha aperto varie sedi succursali.
Ospedale di San Giovanni (via Ospedale, 30). — È il più antico di Torino ed ha per fondatori i canonici di San Giovanni nel secolo XIV. Misura oltre 10,400 m. q. e conta circa 000 letti. L'annua spesa supera le L. 400,000. È uno dei più bei monumenti della carità torinese. L'edilìzio che l'acchiude è architettura del conte di Caslellamonte e data dal 1080. La cappella circolare interna è dell'architetto Castelli. Venne eretta in sostituzione di altra nel 17G3. Iti questo ospedale hanno luogo le esercitazioni cliniche degli studenti di medicina e chirurgia. Esso possiede uno dei più completi armamentarii chirurgici e sale speciali di clinica. Contiene un laboratorio di anatomia patologica ed un Museo che porta il titolo del suo fondatore prof. Riberi, una biblioteca di materia medico-chirurgica ad uso dei sanitari, istituita dal prof. Bruno nel 1887, ed un gabinetto
chimico denominato dal dott. Angelo Baldi che
10 fondava con testamento del 1884.
Ospedale Umberto I (fig. 56). — In surrogazione dell'antico Ospedale Maggiore Mauriziano di via Basilica, istituito fin dal 1573 dal duca Emanuele Filiberto presso la Porta Doranea, accresciuto ed ampliato dai suoi Reali successori e segnatamente dal magnanimo re Carlo Alberto e dal glorioso Vittorio Emanuele II, l'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro innalzava in questi ultimi anni sullo stradale di Stupinigi un grandioso ospedale, che S. M. il re Umberto I volle fregiato dell'augusto suo Nome e del quale si degnò collocare egli stesso la pietra fondamentale addi
11 dicembre 1881.
L'edifizio occupa un'area rettangolare, larga 103 metri, lunga 210 e contiene sette distinti padiglioni, separati da aiuole e collegati da una vasta galleria circumambiente. Quattro padiglioni, di 40 letti caduno, sono destinati ai poveri infermi di malattie acute. Due altri, di 26 letti cadano, sono pei ricoverati a pagamento, ed un altro padiglione, di 20 letti, è per le malattie infettive. In caso di assoluta necessità il numero dei letti potrebbe essere pressoché raddoppiato mercè la destinazione ad infermerie provvisorie degli ampii ambulatori del pio luogo.
L'ospedale Umberto I è fornito di farmacia propria, di un laboratorio fisio-patologico e di un gabinetto elettro-terapico. Questo nuovo ospedale, costruito secondo i più recenti dettati della scienza e dell'igiene, venne aperto il 7 giugno 1885. Ne fu promotore il sen. Cesare Correnti, primo Segretario del Gran Magistero Mauriziano ; ne ideò i disegni il comm. dott. G. Spantigati ; ne curò l'esecuzione il cav. ing. A. Perincioli.
Il Opera pia ed ospilaliera di San Luigi (via del Deposito). — L'odierna Opera ospitaliera di San Luigi nacque dalla società omonima instituita dal prete D. Giuseppe Barucchi da Vico di Mon-dovl, curalo della nostra antica cittadella. Coa-djuvalo questi nei primordii dal conte Giuseppe Gaetano San Martino d'Agliè, gentiluomo di camera, dal barone Graneri della Roccia e dal cavaliere Carlo Pochettini di Serravalle, intorno al 1790 intraprese a visitare e soccorrere infermi a domicilio. La pia società, negli anni 1792 e 1793, ottenne favorevoli provvedimenti dal re Vittorio Amedeo III. Ebbe varie sedi, e nel 1818 venne intrapreso, sui disegni dell'architetto Talucchi, il vasto edifizio odierno, stato poi in qualche parte ampliato recentemente, A presiedere questa Opera pia il Re sino ai temili odierni usava eleggere un cavaliere dell'Ordine Supremo della SS. Annun-