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Parte Prima — Alta Italia
Biblioteca dell'Accademia delle Scienze (via Accademia delle Scienze, 4). — Copiosa e scelta è questa Biblioteca, ricca degli atti delle principali società scientifiche. Preziosa è la collezione delle opere stampate e manoscritte raccolte dal conte Vidua nei suoi viaggi transatlantici, e che vanta 125 volumi di cose messicane, 778 Anglo-Americani, 70 delle isole Filippine, 100 cinesi, 48 indiani e 32 arabi : come pure quelle di libri greci e latini di raro pregio donate dal marchese Tancredi di Barolo, dal conte Caissotti e dal cav. Costanzo Gazzera; ultimamente vi si aggiunse la ricca e preziosa Biblioteca legata all'Accademia dal compianto conte Federico Sclopis. La Biblioteca è sempre aperta ai membri dell'Accademia ; gli studiosi possono frequentarla purché siano presentati da un accademico.
Biblioteca del Unse» Industriale Italiano. — Questa Biblioteca è ricca di oltre sei mila volumi che riguardano le matematiche, la meccanica applicata, le arti industriali, la costruzione, l'agricoltura e l'ornamentazione.
Musei e Gallerie.
Museo d'antichità (via Accad. delle Scienze, 4). — Fin dal principio del secolo scorso Vittorio Amedeo II aveva incominciata una collezione di sculture, medaglie, monete antiche e d'iscrizioni lapidarie, che cedette alla nostra Università. Carlo Emanuele III, inducendo Vitaliano Donati a fare un viaggio scientifico in Oriente e Giuseppe Bartoli a raccogliere i marmi sparsi nel Piemonte, coi monumenti di questo e di quello gettò le fondamenta sulle quali s'innalzò l'attuale Museo d'antichità. Chi però procacciò a Torino il vanto di possedere una delle più ricche collezioni egizie dell'Europa fu Bernardino Drovetti, profugo del Piemonte in Francia e console in Egitto del re Carlo X. Egli ebbe in Egitto tutta la benevolenza del viceré Mohammed-Ah, onde potè adunare una preziosa collezione di antichità, che, non voluta acquistare dalla Francia, fu comprata dal re di Sardegna per 400,000 lire. Così riccamente accresciuto, il Museo dall'Università venne trasportato nel palazzo dell'Accademia delle Scienze, ove trovasi tuttodì, occupando il piano terreno ed il primo.
II. Pinacoteca (via e palazzo dell'Accademia delle Scienze, 4). — Questa B. Pinacoteca, aperta nel palazzo Madama nel 1832, fu fondata da Carlo Alberto che, raccogliendo quante preziose pitture trovavansi sparse nei vari regi palazzi, e mercè i doni di privati cittadini, riscosse fin dal suo nascere lodi ben meritate dal Lanzi ed in seguito da quanti sono intelligenti nell'arte della pittura.
Museo Zoologico (palazzo Garignano). — Questo Museo occupa il nuovo salone del palazzo Carignano con diverse altre sale. Le prime collezioni furono ordinate da Vitaliano Donati che spinse il re Carlo Emanuele III a comprarle, e fra quelle figuravano alcuni prodotti zoologici marini del conte Carburi di Cefalonia. Morto il Donati gli successe il Giorna che in tempi malagevoli fece non poco pel Museo ed ebbe il merito di fornire al Cuvier molti materiali dal Piemonte pei suoi studii di paleontologia dei vertebrati. AI Giorna successe, nel 1809, Franco Bonelli e questo fu il periodo del suo maggior progresso. Imperocché egli lo riordinò ed in breve tempo tanto fece elle il Museo Zoologico di Torino fu apprezzato fra tutti in Italia. Morto il Bonelli ne fu direttore il Gené e quindi il De-Filippi, valente naturalista che, oltre all'accrescimento delle collezioni geologiche del Museo, creò al fianco di questo un Museo di anatomia comparata. Ora il Museo è posto sotto la direzione del comm. prof. Michele Lessona.
Le collezioni comprendono oltre a 224,000 esemplari. La più ricca è la collezione degli insetti che comprende essa sola 200,000 esemplari. Questa ricchissima collezione deve il suo maggior pregio a ciò che in parte è costituita dalle antiche collezioni del conte Déjan, comprate dal marchese di Brème e gentilmente donate al Museo, ed in parte dalla collezione del barone Peiroleri. I mammiferi sono in numero di oltre a 1000 ed alcuni di essi sono bellissimi come preparazione. Nel mezzo del salone fa bella mostra di sé uu elefante preparato per modo che veramente pare si muova. Bellissima pure per la preparazione tutta spirante vita è una tigre, come pure un'orsa, e, nella sala accosto al salone, un alce, un llama, uu nilgau. Gli uccelli sono più di 6000 ben preparali, e per la loro bellezza sono notevoli le molteplici e meravigliose forme degli uccelli di Paradiso. Questa collezione è ricca di esemplari rarissimi. I rettili ed anfibii sono 1000, dei quali non pochi conservansi nell'alcool, come pure 1000 sono i pesci, dei quali molti assai preziosi. Cinquemila sono i molluschi, 600 i crostacei, 200 gli elminti, 300 gli echinodermi, 500 i celenterati. Il Museo Zoologico occupa una superficie di circa 1700 metri. Principali suoi benefattori furono il marchese di Brème, il barone Peiroleri e recentemente il cav. Eugenio Sella.
Museo di Mineralogia (palazzo Carignano). — Sullo stesso piano del Museo Zoologico si trova quello di mineralogia già unito allo zoologico e pel quale fece non poco il sullodalo Franco