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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   arrossendo. — Vogliono tutti il ritratto| in Altariva; — soggiunse poscia| sforzandosi di sorridere. — Anohe le signore gradiranno ohe in queste figure si ritrovi un'aria di parentela con loro.
   — È giusto; — disse il oont«. — Ma dovevate ritrarre quell'altra| se mai.
   — Ella dimentica| signor conte| ohe le mie notizie son fresche di poche ore ; — ripigliò Doro Beltrami. — E per lei| del resto| la signora contessa è ancora.... quella di ieri. A ritrarre la nuova ed autentica| oi avrà tempo per quando si farà la Giuditta.
   — Ci avrò tempo.... — borbottò il conte. — Ci avrò l empo| sicuro| se mi basterà la pazienza. —
   Doro Beltrami non credette opportuno di chiedergli il senso di quelle parole| ohe del resto portavano la loro spiegazione con sò. Il conte di Salverana non poteva oertamente avere la bocca doloe| dopo le ingrate novità di quella mattina.
   Doro si rimise a lavorare| e il conte a meditare sul suo sgabello| non senza alzar gli occhi ad ogni tanto verso il pennello del suo aiutante. Sotto quel pennello oosl franco e spedito ore-soeva la figura di Ester| e parimente la sua somiglianza col volto di una nota persona.
   — Veramente| — disse il Salverana| dopo