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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   - 296 —
   — Hai ragione| — disse il conte| — hai ragione. Ma sono tanto stonato quest'oggi ! —
   Come Dio volle| si venne a capo di tutto. Doro Beltrami era pronto di mano| e in pochi minuti battendo leggermente con un pannolino pieno di carbon pesto su tutti i contorni dello spolvero| ebbe compiuta la prima parte dell' opera. Non c' era più bisogno che il conte Cesare si sforzasse di tener fermo lo spolvero| che fu lasciato cadere e arrotolarsi nuovamente da sè| mentre Doro Beltrami gittava lo spolverizzo da un lato. Cosi| rimosso ogni impiccio| si rivide la superficie incrostata di fresco| tutta segnata di piccoli punti neri| i quali| osservati ad una giusta distanza| offrivano tutti i contorni di una figura di donna| disegnata di profilo| nell' atto di rialzarsi da terra al cenno cortese del re. La bella nipote di Mardocheo era finalmente sbocciata; la rosa di Saron| la palma di Cades| il giglio delle convalli e tutto l'altro che vi piacerà biblicamente di ricordare| per esprimer la bellezza di una donna| non aspettava più che la vita e la magia dei colori.
   Agile e destro| senza por tempo in mezzo| il giovane pittore mise mano alle sue terre| sciogliendole e macinandole in acqua pura; dopo di che| volgendo ad ogni tratto un'occhiata al bozzetto e alla macchia della grande composizione|