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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   che una semplice cameriera. E si è mutata in cameriera| ha contentato il suo piccolo capriocio. Ella ha veduto| signor Beltrami| che sorte di cameriera! Fa tutto quello ohe vuole; ed io| contessa apocrifa| debbo temere ad ogni istante che ella si tradisca. Ora| la sua prova dovrebbe esser finita. Ha innamorato il signor Gaione| uno zotico| un buffo personaggio| che almeno| viva la faccia sua| vuol metterle ai piedi le sue quattrocentomila lire di risparmi americani ; ed ha per contro dato nell'occhio al conte di Salve-rana| che non la vorrebbe per moglie| ohibò! ma non la sgradirebbe per conquista; mentre fa la corte rispettosa a me| figurandosi che siano da questa parte i milioni. Povero conte.... pittore! —
   L'accenno al pittore non metteva conto a Doro Beltrami. Il giovane cercò tosto di sviare il discorso.
   — Aveva dunque indovinato l'amico Gaione ; — diss'egli.
   — Già! sostenendo ohe Marga era una principessa travestita; — soggiunse la signora| ridendo. — Convenga| signor Doro| che messer Gaione ha veduto più giusto di tutti.
   — Del resto| — riprese Doro| — non lo vantiamo troppo. Egli diceva forse per celia; ma l'idea gli è stata confermata dal signor Luoio