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oheremo a questo giuoco| se le piace. Sono tanto felice di vederla ridere. Pensi ohe il ridere le torna a viso| assai meglio che a me questo cappellino con le piume. —
Giungevano pooo dopo in vista di Altariva sottana. Andavano per trovare messer Gaione| e s'imbatterono nel conte di Salverana. Come mai il pittore non era al suo posto sul ponte| mentre erano appena le nove del mattino| e la colazione non soleva farla che alle undici ? Flaminia pensò che l'aiutante lo avesse informato. Comunque fosse| ella non voleva trattenersi a lungo ool signor conte. Egli aveva da lavorare| e non bisognava rubargli un tempo prezioso. Intanto| ella si faceva vedere da lui col braccio amichevolmente stretto al braccio di Marga. E questa| dal canto suo| doveva apparirgli tutt'altra da quella degli altri giorni. Già| quel cappellino guarnito di piume| portato con tanta disinvoltura dalla bionda cameriera| le dava un' aria di signora da consolar mezzo mondo. Per compir l'illusione| c'era anohe la veste| più sfoggiata del solito| e nella stoffa e nel taglio. Chi sa ? forse era uno spoglio della padrona. Ad ogni modo| in quel prezioso abbigliamento la ragazza guadagnava due tanti di appariscenza| se non a dirittura di bellezza. Questa| infatti| quando c'è| non ha da crescere; sta da sè| realtà ferma e