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— E fa conto ohe io sia la cameriera; — soggiunse Flaminia.
Si trattava di contentarla ; e Marga non se lo fece dire due volte.
— E così| signorina? — incominciò. — A quest'ora| mi venite davanti ? Animo| quella biancheria ! Ma in ohe stato| Dio buono ! Tutta abbronzata| col vostro ferro da stirare| troppo caldo| secondo l'uso. Quando imparerete una volta ?
— Ma io non ti ho detto mai questo ! — osservò Flaminia| con accento di dolce rimprovero.
— È vero ; — rispose l'allegra ragazza. — Allora cambiamola. Mia buona Marga| tu fai ogni cosa a modo. Vieni qua| voglio darti un bacio.
— Non oserò.... — disse Flaminia| investendosi della parte.
— Osate| Marga| osate; — soggiunse la finta padrona| porgendo le braccia.
Flaminia osò| ridendo pazzamente della scena che ella stessa aveva provocata. Ma la finta padrona non le diò tempo di accostare il viso| e cadde ginocchioni| abbracciandola stretta alla vita. Per fortuna il signor Doro Beltrami era già guizzato via dagli occhi; e nessun altro| scendendo o salendo| passava per lo stradone.
— Buona e cara padrona| — proseguì la bella cameriera| rialzandosi e rimettendosi in cammino al fianco della contessa Flaminia|— giuo-