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— Stamane| nel parco| poco prima che tu oi avessi raggiunti.
— Alla svelta ! — esclamò la marchesa| con accento sarcastico. — Ed anohe tu....
— Che cosa vuoi? — interruppe Flaminia. — Son colpi di fulmine. Io non ci pensavo neanche stamane. Ora| son risoluta. Egli mi vuole; son sua.
— Flaminia !...
— Ebbene? —
Esclamazione e interrogazione| da una parte e dall' altra| avevano sapore di forte agrume. All'accento del rimprovero mal celato rispondeva l'accento della dignità pronta a dar fuori. La marchesa Barbara vide la necessità d'essere prudente| e abbassò di mezzo tono la voce.
— Se permetti.... — soggiunse.
— Di' pure ; — rispose Flaminia.
— Non ti pare un correr troppo ? Son cose gravi.... e certi discorsi fatti li per lì....
— Mia cara| — interruppe Flaminia| — pensa che io non son più una bambina. Posso ascoltare certi discorsi| e conoscere se muovono da un buon sentimento. Ti aggiungerò volentieri che il signor Sormani ha parlato sincero| ed ha perorato benissimo la sua causa.
— Eh| chi ne dubita ? C'è il suo interesse| mi pare ; e l'interesse avrà potuto renderlo anohe