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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   gita| senz'aria di pretendente| avesse o3ato tanto ? e fatto anohe un cosi grande cammino| oome appariva dall'accento di Flaminia?
   — Eh via ! — si provò a dire la marohesa. — Quel pazzo !
   — Che ? — disse Flaminia. — Lo chiami pazzo per aver chiesta la mia mano ? —
   La signora Barbara non si fermò a respingere quella supposizione della sua giovane parente.
   — E tu? — le chiese invece.
   — Ed io.... gliel' ho concessa.
   — Concessa?
   — Concessa| perchè no ?
   — Ma è impossibile; — replicò la marchesa| sconvolta da quella progressione di strane notizie. — Scusami| sai| cara Flaminia : ma tu stessa| non mi dicevi aucora ier l'altro....
   — Ohe cosa ?
   — Che non o'era pericolo ; che quello non era uomo da prender moglie ; uccel di bosco| non di gabbia ; prezioso come ospite| come amico| in questa solitudine| e niente di più....
   — Cara| mi sono ingannata| ier l'altro; — rispose Flaminia. — Già| suocede sempre cosi. Quando pensiamo che un uomo non si curi di noi| egli non vai niente| o poco meno di niente. Ma se egli mostra di amarci....
   — Te lo ha detto? quando?