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bugie d' argento cesellato per accompagnare le signore ai loro appartamenti| e chiese alla sua giovane cugina :
— Ohe affari ha il signor Luoio a Milano ?
— Non so che cos'abbia da fare a Milano; — rispose Flaminia. — Forse egli avrà detto Milano| così per dire. Certo| per quello che io ne so| ha qualohe cosa da fare a Genova| dove è nato| e dove ha i suoi maggiori interessi. E ritornerà presto| speriamo fra giorni; — soggiunse Flaminia| mettendo un sospiro.
— Ah ! — esclamò la marchesa. — E con che accento me lo dioi ! Par proprio che non si possa stare una settimana senza di lui.
— Ma 1... Così vuol esser davvero ; — conohiuse pacatamente Flaminia.
— Ohe oosa intendi di dire?... — gridò la marchesa.
— Senti| — replicò Flaminia| traendola con aria di mistero verso la porta finestra| — a te non posso e non voglio tacer nulla.
— Mi spaventi| sai ? — disse l'altra| seguendola.
— Oh| niente che debba spaventare. Il signor Lucio ha chiesta la mia mano. —
A quelle parole la marchesa Barbara diede un sobbalzo. Possibile ! possibile che il Sormani| quel capo scarico| giunto da due giorni in vi-