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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   - 189 -
   — Sì| mia signora. Gli affari mi chiamano. Debbo andare fino a Milano. —
   La marchesa| senza volerlo| aveva respirato di contentezza. Ma si trattenne a mezzo| e con aria compunta ripigliò :
   — Affari lunghi ?
   — Eh| chi lo sa ? — rispose il Sormani. — Son quel che vogliono essere| gli affari ; fanno la loro strada| e noi dobbiamo seguirli.
   — Spingendoli un poco| non è vero ? — entrò a dire Flaminia. — Speriamo dunque ohe ritornerete prestissimo.
   — Grazie; — replicò il giovanotto. — Certamente | il mio desiderio più vivo ò di rivedere Altariva.... e la sua castellana. —
   Quella giunta era noiosa| sopra modo noiosa| per la marchesa di Ponte Rovella. Anche quel consiglio di spingere gli affari| e di ritornare prestissimo| non ora una delle più belle trovate della sua giovane parente. Intanto| quella partenza del Sormani| così improvvisamente annunziata da lui| e salutata da lei con un respiro tanto fatto| incominciava a parerle poco naturale| a renderla inquieta e curiosa.
   La sera| quando tutti se ne furono andati| e Lucio ebbe data la buona notte anche lui per ritirarsi nelle sue camere| donna Barbara colse il momento che Marga era andata a prendere le