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da quella grazia composta di modi| che pareva in lui un'altra natura| mostrandosi condiscendente nella discussione| faoile nell'assenso| largo nella lode| e sopra tutto padrone di sè| nelle parole e negli atti. Quanto al signor Doro Beltrami| il giovanotto parlava pochissimo. Ma era quello il suo fare ; ed era anche l'obbligo della condizione inferiore in oui egli si ritrovava| di fronte a tanti personaggi illustri| non escluso il signor Gaione| ohe dopo tutto era un'autorità| in Altariva sottana e soprana.
Giunta la carrozza al castello| fu data agli ospiti una mezz'ora di tempo| per la risoiacquata e la spazzolata di rito. Il pranzo che seguì| non è mestieri di scriverlo nè di raccontarlo ; fu pari a quello del giorno innanzi| salvo forse qualche novità più sfoggiata nell'arte del cuoco| in onore e gloria della padrona| e la più attenta difesa che fece alle sue facoltà raziocinanti il signor Gaione degnissimo| non bevendo che una qualità di vino| e ricusando con nobile fermezza i liquori. Egli non si sentiva troppo bene| per verità ; non era in uno de' suoi giorni; bisognava perdonargli| se voleva stare alla dieta. Si sa| ci sono i giorni ohe 1' uomo| senza sentirsi male a dirittura| ha bisogno di tenersi un po' riguardato. Effetto d'aria| forse| o del cambiamento di stagione| ohe metteva in moto gli umori. Ma egli