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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   vento ridotto a masseria| si sentiva anche odore di pollaio e di stalla. Infine| il sole alto non lasciava aver bene| arrossava la pelle| cuoceva il cervello. Col sole| poi| la marohesa Barbara non se la diceva da un pezzo. Porse| per la sua faccia| era un testimone troppo sincero. Perciò| dopo aver girato un po' di qua e un po' di là| seguendo a malincorpo la sua curiosa parente| donna Barbara aveva cercato un angolo all'ombra| e laggiù si era fatta portare una sedia.
   — Che idea! — aveva notato Flaminia| che stava coraggiosamente ai sole| per far ombra col suo rosolaccio alla cartella del signor Doro Beltrami| sempre intento a disegnare. — 11 sole fa tanto bene!... —
   Ah| finalmente| come a Dio piacque e al signor Doro Beltrami| il disegno era finito. Si diede qualche lira ai contadini ohe avevano portate le sedie e un bicchier d'aoqua alle signore ; si fece una distribuzione di soldi allo sciame dei ragazzi di Murtola| e si rimontò in carrozza per ritornare ad Altariva.