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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   alle loro allegrezze. Voleva vedere le mucche nella stalla| e sapere quanti litri di latte ne ricavassero ogni giorno; contava le colonne del chiostro| avanzate dallu distruzione dei secoli scorsi ; non isfuggiva dal visitar le cantine| resistendo bravamente al forte odore delle botti avvinate ; gradiva i mazzolini di fiori salvatici ohe le portavano a gara i fanciulli di Murtola| e li pagava con mezze lire d'argento| allegramente date| più allegramente ricevute. Dei fiori ne portò anche Lucio Sormani : due rose| trovate da lui| le sole| forse le prime ohe fossero allora sbocciate su d'un vecchio rosaio| cresciuto a spalliera lungo un muro esposto al mezzodì. Quelle due rose egli le offerse cortesemente alle dame; una a Flaminia| l'altra alla marchesa. Ma questa accettò senza entusiasmo l'omaggio| mentre Flaminia ricompensò il donatore col più bello dei suoi sorrisi| soggiungendo anohe una frase ohe dispiacque maledettamente alla marchesa : ' Uomo fortunato| vi fioriscono dunque le rose sotto le dita? „ aveva detto Flaminia. Perchè tutte quelle graziette e smancerie? E che gusto ci trovava| la sua cugina Flaminia| a tutte quelle sciocchezze| in cui perdeva da due ore il suo tempo? Il luogo era poi così bello| da restarci tanto a non far nulla? L'aria balsamica; gran che! L'aria è sempre balsamica all'aperto: ma là| in quel con-