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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   versandone la piazza maggiore. ' Piazza Gara-vetti „ diceva la scritta| a bella dimostrazione di patria rioonosoenza verso le glorie del luogo. Ma ohimè ! la patria riconoscenza non aveva saputo fare la spesa di una tavola di marmo ; alla cartella di semplice arricciato si era venuto sfaldando l'intonaco| portando con sè qualche lettera della scritta; perciò il nome del personaggio illustre si leggeva monco e sformato parecchio. Povere glorie mandamentali| a questi lumi di luna !
   Il borgo dell' Isola fu presto passato. La carrozza andò un quarto d'ora più oltre| e ad una svolta della strada i nostri viaggiatori si videro dinanzi il villaggio di Murtola| su cui torreggiava la badìa di Sant'Agostino. I naturali del paese avevano veduta la carrozza da lontano ; quand'essa giunse nell'abitato| erano già tutti sugli usci a guardare. ' Vanno alla badìa ! vanno alla badìa ! „ si gridava d' ogni parte. B d' ogni parte i ragazzi presero a correre per certe scorciatoie: le donne| non meno curiose| presero a seguire i ragazzi. Quando la carrozza afferrò l'erta del convento| c'erano già molti spettatori ad attenderla| mettendo in iscompiglio una pacifica famiglia di tacchini| in mezzo ai quali due oche andavano facendo i voli più lunghi e più goffi del solito.