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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   tanto doveva essere contentata ne' suoi desiderii; ma in qual modo| o bel sole di maggio| illuminatore forzato di tante sconvenienze ! All'ingresso di Altariva sottana non saltò egli in testa alla signora Flaminia di far fermare il break| per mandare in cerca del signor Gaione degnissimo ? Il capo fabbriciero non era lontano; capitò tutto premuroso ed ansimante ; fu invitato a far parte della brigata| e sali glorioso in carrozza. Non si poteva far inerpicare il paohidermo su quella specie d'imperiale| dove il Sormani pontificava da solo: Doro Beltrami| del resto| era stato pronto ad offrirsi lui per quella ascensione| e al signor Gaione| a quello zotico personaggio| toccava l'onore di entrar quarto nella carrozza| di mettere i suoi piedoni da san Cristoforo sul tappeto delle signore| di fare anche alle ginocchiate con lei| marchesa di Ponte Rovella.
   — Vedete come le trova tutte! va proprio a cercarle col lumicino! — diceva donna Barbara dentro di sò. — Basta| se Dio ci aiuta| faremo stare la borghesuccia a dovere. Quando sarà diventata contessa di Salverana| li voglio veder io| tutti questi plebei| dove vanno a finire. —
   Per intanto| bisognava godersi il pachidermo. Egli non ingombrava solamente la carrozza; impacciava anche un pochino la conversazione| non sapendo discorrer di nulla. Ma c'era il signor Barrili. La Castellana. 12