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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Sormani aveva voluto così| andando per il primo ad inerpicarsi su quel trabiccolo a due posti| che il break portava appiccicato alla parte posteriore della cassa ; il serpono| per dirvi la cosa con un termine da carrozzieri.
   — Io sono della famiglia| o giù di 1\ ; — aveva detto Lucio al signor Beltrami. — Restate voi con le signore. —
   Del resto| non aveva a dolersi neanche lui del 3uo posto. Non vedeva le dame di prospetto ; ma era egualmente vicino| e poteva| solo a farsi un po' sulla vita e ad appoggiare i gomiti sulla spalliera| far conversazione con esse| parlando a mezza spanna dall'orecchio dell'una o dell'altra| a sua scelta.
   Il signor Lucio avrebbe certamente abusato di questa comodità chiacchierina. Egli non poteva mica star là| duro impalato| con le braccia incrociate sul petto| come un servitor di livrea| facendosi il regalo di un eterno soliloquio. Ma perchè insieme con lui| dietro le spalle delle signore| non era andato ad appollaiarsi il signor Doro Beltrami ? Avrebbero chiacchierato insieme| sul loro trabiccolo| lasciando Flaminia alla conversazione o alla contemplazione del conte di Salverana.
   Questo| era un pensiero della marchesa Bar* bara; quasi sarebbe. fruitila il dirlo. Per una volta