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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   — 172 —
   Ma ci ho quindici giorni di tempo| e uno di ritardo non guasterà certamente. —
   Le signore si erano mosse| ed egli segui le signore.
   — Andiamo a casa; — diceva Flaminia. — Scriverò un bigliettino per il conte Salvi.
   — Brava ! — gridò la marchesa. — Cosi non perderemo tempo| e dopo la colazione ci metteremo in viaggio. —
   Si traversò il paroo| a passi lenti| pei sentieri battuti| ragionando del più e del meno. Come furono sul piazzale davanti al castello| Flaminia lasciò i suoi compagni all' aperto| per andare a scrivere il bigliettino al conte. Ma nel parco aveva avuto tempo e modo por dir sottovoce a Lucio Sormani:
   — Silenzio su tutte.... Come se fosse ieri.
   — Non dubitate ; — aveva risposto egli. — Sarò muto. —
   Era rimasto sul piazzale| in compagnia della marchesa.
   — Orbene| — gli diss'ella di schianto| — abbiamo fatta la nostra corte?
   — SI| — rispose egli| — un pochino| come va sempre fatta.
   — A tutte| non è vero ?
   — Eh| signora mia| per forza. Quando non si fa a tutte| non si sa più farla ad una.