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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Altariva ? A buon conto| da quel giorno in poi| non si sarebbe stati ohe in tre. Fidarsi è bene e non fidarsi è meglio.
   — A proposito di lontananze| sarebbe proprio la giornata per fare una gita in carrozza ; — notò la marchesa. — Avevamo promesso al conte di condurlo a vedere la badìa di Murtola... che tra parentesi non ho veduta neppur io.
   — Si può andare; — disse Flaminia. — Ma allora| bisognerà far colazione un po'primadel solito.
   — Mandiamo ad avvisarlo.... — suggerì timidamente la marchesa.
   — Ed anche ad invitarlo ; — aggiunse Flaminia. — O03Ì festeggeremo intieramente il famoso genetliaco.
   — Ah| è vero ! — esclamò Luoio| ohe fu lì lì per mettersi le mani alla testa.
   — Giàl — disse Flaminia| ridendo| e ammiccando ad un tempo. — Non lo rammentavate più| uomo di poca memoria? Lo avevo immaginato| io; — soggiunse| ammiccando da oapo. — Animo dunque| e diamo tutta la giornata ai festeggiamenti. Vedrete quest'oggi un po' di paese| per ricordacene poi| quando ci lascerete. —
   Luoio intese| dalle parole e dai gesti di Flaminia| ohe per quel giorno non si doveva parlare di andar via.
   — Partita rimandata ; — diss' egli tra sò. —