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conto a nessuno. Ma sarebbe stato un risponder troppo; e la signora Flaminia| non volendo neanche risponder poco| si contentò di sorridere.
— È un bel luogo| non ti pare? — di ss'ella| dopo aver sorriso. — Si vede anche molto lontano| di qui. —
Commentava le parole di Flaminia una sbir-ciatina maliziosa ch'ella rivolse a Lucio Sormani ; il quale| dal canto suo| volgendosi a contemplare lo sfondo della valle| come se non avesse fatto altro fino a quel punto| ebbe modo di ridere sotto i baffi| ed anche di strizzar 1' occhio| in segno d'intelligenza| sottraendo la strizzatina e il sorriso allo sguardo indagatore della stizzita marchesa.
E lì| per qualche minuto di sosta| mentre le signore discorrevano tra di loro| il signor Lucio ammirò uno spettacolo a cui veramente non aveva reso ancora la debita giustizia; ma più ammirò la sua bella cugina| che nel colloquio con donna Barbara si mostrava così dolce| anche dopo tutto oiò che egli le aveva instillato nel cuore| e che non era miele| certamente. Benedette donne| oome la sanno| l'arte maravigliosa del fingere!
Anche la marchesa si era riavuta del suo primo assalto di stizza : e chiacchierava la parte sua| prendendo per buona moneta i disoorsi di Flaminia sulle bellezze del luogo.