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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   — Il mio nome in questo giuoco! — esolamò Flaminia| con un gesto di repugnanza|
   — G'ò già| se io non mi sono ingannato ; o' è già| per un altro partito ; — rispose Luoio Sor-mani. — Ma se voi non volete che io prenda questa via| ne cercherò un'altra| pur di convincervi| e d'impedire questo mercato. Sì| dico| mercato. Non vi offendano le brutte parole| se si tratta di evitare le brutte oose. Voi non ore-dete a me| ed io metto l'onor mio a persuadervi. Mi supponete interessato| por quei tali disegni| ed io sento il bisogno di meritare la vostra stima| disingannandovi. Lasciatemi fare. Parto| se permettete| oggi stesso. Volete voi aspettarmi diooi giorni ?
   — Anche quindici| e venti ; — disse Flaminia. — Ma perchè tanta furia? Se io non avessi punto intenzione di lasciarmi cogliere in questa rete| che voi già vedete tesa sul mio passaggio?...
   — Ah ! — gridò Lucio| raggiante di contentezza. — Allora non oooorrerebbe più mettervi in guardia.
   — Eppure| — soggiunse ella| più persuasa delle ragioni del suo interlocutore| ohe egli medesimo non potesse sperare| — sarebbe utile di sapere.... Non foss'altro| per vedere fin dove può giungere l'astuzia della gente. Di chi fidarsi| oramai ?
   — Ve lo dicevo io? — riprese il giovanotto.