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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   — Dite anzi ohe sono un impertinente ; — rispose Lucio. — Ma voi mi avete promesso di non andare in collera| ed io ne abuso un pochino. Del resto| si parla sui generali.
   — Veniamo al fatto; — disse Flaminia. — Voi accusate Barbara....
   — Di essere l'incaricata di un'agenzia; — ri spose Luoio| compiendo la frase.
   — Le prove?
   — Le prove! Non vi bastano le induzioni ohe ho fatte? Volete che vada a trovare il filo maestro?
   — Dove?
   — Dove si troverà: nella città dove Barbara ha la sua residenza. L' agenzia in discorso do-vrebb'e3sere per l'appunto a Torino. Io ne dovrei sapere qualche cosa| perchè di là hanno offerto una moglie al vostro umilissimo servo. Ho ricusato; ma posso ripigliare i negoziati. ' Signori| io non volevo quella; ma se voi me ne offriste un' altra| perchè no ? ad esempio| una vedova Rinieri?... Quella sarebbe per me la man di Dio||. Ora| badate| cugina; se per questa hanno già architettato qualche cosa| mi dicono certamente di no. E allora io insisto; offro tesori. Il conte ha promesso cinque? io dò dieci. Ha promesso dieci ? io dò quindici ; e così via| fino a tanto non prendano impegno per me. Ma intanto| io sarò andato sull'orma.