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La Castellana

Anton Giulio Barrili
Editori Treves Milano| 1927| pagine 350

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   — m ~
   mente la posizione ohe non le converrebbe più attaccare di fronte. Ma è qui| la prudente signora| e veglia| e lavora a far figurare il suo protetto. Che ingegno| quel conte! che nobiltà! che grazia! ha tutte le virtù| il signor conte| tutti i doni dello spirito santo. —
   Qui la oontessa Flaminia non potè trattenersi dal ridere.
   — Ah| voi ridete? — gridò Luoio| animandosi| — Buon sogno! dovrei aver vinto.
   — No| v'ingannate| — diss'ella. — Ridevo| pensando agli sforzi d'ingegno e di spirito che andate facendo| per servire ad un vostro disegno....
   — Che disegno! Ah| v'intendo; — rispose Lucio. — Perchè ho sospirato| poc'anzi; perchè sono stato sincero....
   — Sincero| poi!
   — Sì| ougina| sincero. Sapete bene che mi piacete a quel dio| e che sarei il più felice degli uomini| se.... Ma| vedete| non posso| non devo e non voglio pensarci. Sono ricco| ma non abbastanza per voi. Non ho titoli| ed ho perfino dovuto rinunziare ieri al signor Gaione una baronìa di cui egli mi aveva cortesemente gratificato. Niente corona| niente cerchietto con la filza di perle| mia bella cugina! e una S sullo sportello della vostra carrozza| in verità| sarebbe troppo poco.